A dare l’annuncio della morte di Adam Jendoubi è stato suo fratello Habib in un post sui social, dove ha anche annunciato l’espianto degli organi. “Oggi cambia totalmente la mia vita – ha scritto – perché tu fratello mio sarai più di fianco a me, ma so che mi guarderai dall’alto proteggendomi sempre”.
La notte di Capodanno il 23enne era stato trovato in strada a Castellammare di Stabia, privo di sensi. Ferito al volto e con fratture multiple al cranio, in un primo momento si era pensato fosse stato vittima di un incidente stradale. I traumi invece sarebbero stati conseguenza di una caduta avvenuta dopo un arresto cardiaco, anche se rimangono tutti da indagare i motivi. I test tossicologici effettuati dopo l’incidente non avevano dato risultati significativi. Ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Leonardo della città campana, il quadro clinico di Jendoubi è peggiorato con il passare dei giorni.
Saviano, autore del romanzo “La paranza dei bambini” da cui e’ nato l’omonimo film, ha espresso il suo cordoglio per la morte del giovane Adam Jendoubi in un post su Instagram: “Na botta rint’o core ho sentito quando mi hanno avvertito che Adam era grave dopo essersi sentito male la notte di Capodanno. In un primo momento sembrava che Adam avesse avuto un incidente con il motorino ma l’ospedale ha poi confermato: arresto cardiaco grave”, scrive Saviano. “Adam Jendoubi si è spento a 23 anni. Morire nell’età dell’esordio alla vita genera disperazione: tutto sbagliato, tutto insensato, è impossibile trovare consolazione. L’avevo incontrato a Napoli anni fa, ancora adolescente, era appena uscito il video della canzone di Liberato dove interpretava il ruolo di protagonista e stava vivendo la prima curiosità delle persone che lo riconoscevano in strada. Espressivo, dinamico, intenso, non è facile in un video senza una sola parola pronunciata, permettere al proprio profilo di emergere così chiaramente. Sentimentale e a tratti guascone, il regista voleva che si caratterizzasse così e Adam nel quotidiano era così”, evidenzia Saviano.
“Adam aveva il viso della nuova Napoli: metà polacco, metà tunisino e completamente partenopeo. ‘Ecco perché sei cosi’ bello – gli avevo detto – sommi più culture ed è sempre così, bellezza nasce da ciò che si mischia, si intreccia, si confonde perché dispone la vita in forme nuove e inaspettate’. Mi guardò perplesso e decise di rispondere con un sorriso a tutto quel blaterare che non aveva capito dove andasse a parare, io imperterrito continuai: ‘Hai dentro di te tre culture e quante lingue parli?’. ‘Io parlo il forcellano’ rispose e finimmo nel chiasso delle risate”.
“Adam -prosegue Saviano- l’avevamo scelto per il ruolo di Aucelluzzo nel film ‘La paranza dei bambini’, fare l’attore era sua aspirazione vera. E ora? E ora non c’e’ altro atto possibile che ricordare, resteranno come traccia della sua vita i video, il film, le foto e la memoria di chi e’ cresciuto con lui a Forcella. Restera’ la storia di un ragazzo figlio di due migranti, di due culture distanti e che Napoli ha saputo rendere prossime come sempre fa questa citta’ che tutto avvicina dando cittadinanza universale a chiunque la attraversa e vive”. “E -conclude- resteranno i suoi organi che continueranno a respirare in altre vite. Addio Adam, addio ragazzo”.
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