Attraverso la sua divisione Mobility Bosch punta molto (anzi moltissimo) sull’emergente business dell’idrogeno per la mobilità, sia attraverso gli innovativi motori a combustione interna che funzionano a idrogeno, sia con i suoi stack di celle a combustibile, ambito in cui – è stato sottolineato – ha già ricevuto ordini dai clienti in Cina, Europa e Stati Uniti. Bosch prevede di registrare vendite per 5,3 miliardi di dollari entro la fine del decennio grazie alle fuel cell a idrogeno, ai motori Ice che lo bruciano e agli elettrolizzatori che lo producono. L’azienda sta inoltre sfruttando la sua tecnologia per l’industria stazionaria dell’idrogeno. Bosch afferma che investirà 2,6 miliardi di dollari nell’idrogeno tra il 2021 e il 2026.
L’interesse per il business dei motori a combustione interna a idrogeno – che per Bosch nei veicoli industriali “avranno prestazioni analoghe ai diesel” – è in forte aumento a seguito della decisione della Commissione Europea che li ha dichiarati a emissioni zero, quindi come i motori elettrici.
“Bosch sta guardando oltre alle fonti energetiche tradizionali – ha detto Tanja Ruckert, membro del consiglio di amministrazione dell’azienda tedesca – per trovare alternative più sostenibili. Ci stiamo concentrando in particolare sull’idrogeno”.
“Crediamo che sarà fondamentale per soddisfare le nostre future esigenze con impatto climatico zero – ha sottolineato Mike Mansuetti, presidente di Bosch in Nord America – e ciò implica massicci investimenti nelle tecnologie dell’idrogeno ed anche lo sviluppo di soluzioni lungo la catena del valore dell’idrogeno”.
“Una delle principali sfide è il motore a celle a combustibile a idrogeno, che riteniamo sia la strada verso l’elettrificazione per i veicoli più pesanti” ed a cui Bosch ha collaborato per avviare la produzione del camion elettrico Nikola in cui l’energia è fornita dalle celle a combustibile alimentate con idrogeno. .
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