“È meglio non pensarci”, ha detto, “devi ingannare il cervello. È facile finire a chiudersi in casa e a essere triste e pensare a quanto sei sfortunato e così via. Ma no, devi vedere il lato positivo delle cose e non seppellirti nei tuoi problemi perché questo è il problema più grande, ovviamente.
L’ex tecnico svedese, che alla Lazio vinse lo scudetto nel 2000, oltre a una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, ha spiegato che questo male “è arrivato dal nulla e questa è la cosa più sconvolgente”.
Non ho grandi dolori ma mi hanno diagnosticato una malattia che si può rallentare ma non operare, è quello che è”
“Ero completamente sano, poi un giorno sono svenuto e sono finito in ospedale“, ha raccontato l’ex allenatore, “dopo un consulto medico ho scoperto di avere avuto in ictus e che avevo già un tumore. Non so da quanto tempo, forse un mese, forse un anno. Si è scoperto che avevo il cancro ma il giorno prima avevo corso cinque chilometri”.
Eriksson negli anni Ottanta è stato uno degli allenatori più innovativi d’Europa, portando il Benfica a vincere tre titoli nella massima serie portoghese e un secondo posto in Coppa dei Campioni (finale persa contro il Milan di Sacchi nel 1990 a Vienna) prima di guidare la Lazio al secondo e più recente trionfo in Serie A nel 1999-2000.
Dopo una breve carriera da calciatore come terzino nelle serie minori svedesi fino all’infortunio al ginocchio che lo costrinse al ritiro nel 1975, Eriksson intraprese la carriera di allenatore e negli anni ’80 si affermò al Benfica vincendo tre campionati e portando la squadra in finale di Champions (persa contro il Milan di Sacchi nel 1990 a Vienna). In Italia è stato il direttore tecnico della Roma (allenata insieme a Roberto Clagluna nella stagione 1984/85), della Fiorentina e della Sampdoria.
Nel gennaio 2001 subentrò a Kevin Keegan diventando il primo ct straniero dell’Inghilterra ma nonostante i tanti talenti in squadra fu eliminato ai quarti di finale ai mondiali del 2002 e 2006 e agli Europei del 2004. Successivamente aveva allenato in Premier League, Manchester City e Leicester, ed era stato ct del Messico, della Costa d’Avorio e delle Filippine. In Italia si ricordano anche le sue storie d’amore come quella con l’avvenente avvocatessa romana Nancy Dall’Olio e l’attrice Debora Caprioglio.
“Mister, siamo al tuo fianco”: con questo post la Lazio ha voluto esprimere la propria vicinanza a Sven-Goran Eriksson, il tecnico svedese che guidò i biancocelesti allo scudetto del 2000, dopo il suo annuncio di avere un cancro allo stadio terminale. Il club ha pubblicato il messaggio sui social a corredo di un video del derby di Roma del marzo scorso (vinto 1-0 dai biancocelesti) in cui Eriksson, visibilmente emozionato, veniva festeggiato dai tifosi laziali sotto la Curva Nord.
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