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AGI. – “Le prove consentono di appurare la responsabilità dell’imputato al di là di ogni ragionevole dubbio”. Così la procuratrice aggiunta Lucia Russo in Aula, durante la discussione davanti alla Corte d’Assise di Bologna, presieduta dal giudice Domenico Pasquariello, nell’ambito del processo a Giovanni Padovani per l’omicidio della ex fidanzata Alessandra Matteuzzi.

“Il delitto – ha specificato Russo – avviene all’esito di una relazione morbosa ed è l’espressione di una volontà padronale e di asservimento della vittima da parte di Padovani”, situazione delineata anche dalla pm, Francesca Rago, che ha preso la parola e sta analizzando le aggravanti contestate all’imputato.

Prima dell’inizio della requisitoria dell’accusa, la Corte ha respinto due istanze presentate dall’avvocato difensore di Padovani, Gabriele Bordoni, che aveva chiesto di effettuare una risonanza magnetica sul suo assistito e di far testimoniare la psichiatra del Rop (Reparto di osservazione psichiatrica) del carcere di Piacenza Simona Giuppi.

Agghiaccianti le testimonianze dei vicini di casa di Alessandra Matteuzzi lette in un’aula immersa in un silenzio attonito dalla procuratrice aggiunta. Sono dichiarazioni – ha commentato – “sostanzialmente convergenti, che dimostrano la ferocia” del delitto.

La ferocia dell’assassino

Quella sera Alessandra Matteuzzi era scesa in cortile perché continuava a saltare la luce, ma era spaventata e aveva paura, perché sospettava che dietro l’accaduto ci fosse il suo ex. Tanto che portò con sé il cellulare e uno spray al peperoncino, ha raccontato la procuratrice, facendo una premessa.

“Ho sentito una conversazione telefonica – ha riferito un vicino che si era affacciato alla finestra -, poi la voce di un uomo che diceva: ‘Va bene, me ne vado’. Ma l’uomo non è andato via, anche se si è incamminato verso il cortile. Arrivato vicino alla siepe ha estratto un oggetto ed è tornato verso la donna. Poi l’ha colpita. Ha iniziato a trascinarla, tenendola sotto le braccia, come se fosse incosciente, fino a una panchina. Poi ha preso la panchina e ha iniziato a colpirla. Lei non si muoveva“.

“Mi sono affacciata alla finestra – ha raccontato Veronica Satanassi, un’altra vicina -. Ho riconosciuto Alessandra che urlava: ‘No Giovanni, vai via, non mi staccare di nuovo la luce, non puoi stare qui'”. “Ho deciso di scendere per aiutarla e lei era stesa a terra, inerme, con il ragazzo sopra di lei che sollevava una panchina e gliela sbatteva addosso, due, tre volte. I suoi capelli biondi sono diventati rosa. Era una scena tremenda, c’era sangue ovunque. Padovani aveva uno sguardo alterato ma era lucido. Ho trascinato via la panchina e ho tentato di convincerlo a smetterla. ‘Non ce l’ho con te – mi ha detto -. Questa è una stronza’ e le ha tirato un pugno in faccia, poi un altro. ‘Questa mi ha rovinato la vita – ha ripreso -, mi ha tradito, perché è una puttana. Ieri siamo stati insieme tutto il giorno, abbiamo scopato, se vuoi ti faccio vedere i messaggi’. E ogni tanto le dava calci in faccia, ma lei ormai era incosciente”.

La vicina ha urlato diverse volte chiedendo aiuto e soccorso. E ancora, la testimonianza di un altro vicino: “La scena che mi si è presentata davanti era agghiacciante: la donna era incosciente a terra e lui le dava calci sullo zigomo destro. Le sue scarpe che erano bianche si sporcavano di sangue. Lei non si muoveva. Mi sono frapposto tra loro due e l’ho allontanato”.

“Il ragazzo sembrava si fosse calmato – prosegue il racconto – e mi ha chiesto di potersi avvicinare per vedere il suo stato di salute. Era più docile, più rilassato. Ci siamo avvicinati, mi sembrava che la donna respirasse, ero certo fosse viva. Lui, però, arrivato a una certa distanza da lei, le ha sferrato un violento calcio allo zigomo. ‘Non mi interessa andare in carcere, l’importante è che muoia lei’ ha detto subito dopo”.

Durante l’intervento della procuratrice, che ripercorreva quella terribile serata in cui, mentre veniva aggredita, Alessandra Matteuzzi era al telefono con la sorella, quest’ultima, che era in aula, non ha trattenuto le lacrime, piangendo a più riprese. L’imputato, Giovanni Padovani, seduto affianco al suo difensore e protetto da quattro agenti, ha tenuto sempre uno sguardo impassibile e inespressivo, sbattendo spessissimo le palpebre. A un certo punto si è chinato per dire qualcosa all’orecchio del suo avvocato. 
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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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