Il decesso del donatore era avvenuto a Cuneo e per criteri cardiocircolatori. Il cuore quindi si era fermato e il potenziale ricevente era a un centinaio di chilometri di distanza da Torino, troppi per rischiare di fermarlo nuovamente nel ghiaccio dopo il controllo della funzionalità sul posto, come si fa invece quando donatore e ricevente sono nella stessa struttura o la causa della morte è stata altra, come quella cerebrale. Il cuore del resto è l’organo che più risente della cosiddetta ischemia, ovvero dell’assenza di sangue. È nata così la necessità di usare un apparecchio sofisticato per il trasporto, l’Ocs (Orgaan Care System), un sistema portatile di perfusione ex-vivo a temperatura fisiologica. Appare come una scatola trasparente e permette di tenervi dentro il cuore irrorato dal suo sangue e battente, una volta rivitalizzato dopo il decesso. La procedura però è servita doppia, cioè contemporaneamente anche per il fegato. A questo hanno lavorato l’équipe delle Molinette, formata da Marinella Zanierato e da Raffaele Potenza, con l’équipe rianimatoria di Cuneo, composta dal Federica Lombardo e da Domenico Vitale, guidati da Giuseppe Coletta. “Durante il trasporto a Torino – ha spiegato Zanierato – ci siamo divisi in due mezzi diversi e abbiamo continuamente valutato cuore e fegato, per garantire ai riceventi la funzionalità all’arrivo. Si fa in ospedale quando il cuore è sul posto, ma effettuato in viaggio apre nuove possibilità. Era accaduto in autunno con Caen, in Normandia, per prendere solo un cuore”.
Medici di Torino e di Cuneo stavolta hanno lavorato per rivitalizzare il cuore, per preparare il fegato e i reni, poi a Torino per i trapianti. Si è trattato in pratica di attivare procedure complesse in un ospedale non sede di trapianti, sotto l’organizzazione del Centro regionale trapianti del Piemonte (diretto da Federico Genzano Besso) e del Centro regionale prelievo (coordinato da Anna Guermani), con decine tra medici, infermieri, coordinatori, tecnici e autisti, sia delle Molinette, in parte corsi a Cuneo, sia di personale dell’ospedale di Cuneo stessa.
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