Le monetine “riportaci a Roma”
piovono anche al Foro, come accade da tempo a Fontana di Trevi.
Sul Campidoglio, dalla terrazza che si apre accanto al
Tabularium, è diventata a sua volta un’abitudine dei turisti
voltarsi di spalle, chiudere gli occhi, e lanciare uno spicciolo
verso l’area archeologica nella speranza che il gesto e l’obolo
sacrificato siano d’auspicio per tornare un giorno nella città
eterna.
Questa suggestiva quinta sul Foro romano è all’angolo tra via
Monte Tarpeo e via del Campidoglio, quasi alla sommità del colle
sede del governo capitolino. Il panorama che da qui si schiude è
da togliere il fiato con il tempio di Vespasiano e Tito che pare
sfiorarci. Il luogo è accessibile a tutti ed è una meta
obbligatoria per chi visita l’urbe.
E proprio sporgendosi dalla balconata e osservando verso il
basso, salta poi agli occhi che la parte in lastra metallica
rivolta verso il cielo del Portico degli Dei Consenti è ormai
diventata una sorta di dinamico mosaico pop cadenzato com’è in
lunghezza da migliaia di centesimi ma anche da monete da uno o
due euro e di varia altra nazionalità. Da quanto spiegato,
infatti, la stessa sottile lastra, installata con l’ultimo
restauro per proteggere il Portico, avendo ai lati un bordino
rialzato voluto per non far scivolare l’acqua piovana sui marmi,
fa in modo che molte monetine restino in bella vista senza
finire come tutte le altre sul selciato.
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