E’ stata aggiornata al 19 gennaio
l’udienza preliminare, davanti al gup di Milano Patrizia Nobile,
nel procedimento che vede imputato, assieme ad altre cinque
persone, il broker Gianluigi Torzi, fermato due giorni fa a
Dubai. Procedimento che ipotizza una serie di “operazioni
simulate e artificiose concretamente idonee – come si legge nel
capo di imputazione, formulato dal pm Stefano Civardi – a
provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni di
Aedes Siiq spa”, una società di investimento immobiliare quotata
alla Borsa di Milano.
Oggi l’udienza preliminare è stata dedicata alle richieste di
costituzione di parte civile e la posizione di Torzi è stata
stralciata per motivi tecnici e poi sarà riunita di nuovo più
avanti nel procedimento con quelle degli altri imputati.
Torzi, che era latitante da circa un anno, dopo che la
Cassazione aveva detto sì all’arresto chiesto dal pm (era stato
negato dal gip Tiziana Gueli), è stato fermato negli Emirati
Arabi sulla base del provvedimento cautelare della magistratura
milanese. Ora è attesa la richiesta di estradizione da parte del
Ministero della Giustizia, che verosimilmente prima dovrà
chiedere alcuni atti e una relazione ai pm milanesi. Passeranno
alcune settimane, dunque, prima che le autorità degli Emirati
decidano di estradarlo.
Intanto, Torzi – così come Danilo Coppola, anche lui fermato
negli Emirati nei mesi scorsi e che attende la decisione
sull’estradizione prevista per i prossimi giorni – potrà tornare
libero in attesa della definizione del procedimento. Per Torzi,
inoltre, ripartirà il 17 gennaio anche l’udienza preliminare a
suo carico, davanti al gup Lorenza Pasquinelli, per il caso
della presunta truffa ai danni della storica società di mutuo
soccorso Cesare Pozzo.
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