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Neonato ritrovato in un cassonetto, "Siamo disponibili a prenderlo e a crescerlo"

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Ultimo aggiornamento 14 Gennaio, 2024, 21:15:00 di Maurizio Barra

Il piccolo Lorenzo, questo il nome scelto in ospedale dai medici che l’hanno preso in cura, ha iniziato la sua esistenza decisamente in salita. A poche ore dalla nascita, sabato sera, è stato abbandonato in un sacchetto di plastica vicino ai bidoni dell’immondizia, in un anonimo vicolo di Villanova Canavese, piccolo centro del Torinese alle porte di Ciriè. Aveva ancora placenta e cordone ombelicale attaccati. Ad accorgersi di lui è stato un 15enne del posto che, uditi i vagiti, ha chiesto aiuto ai genitori. Non fosse stato trovato così in fretta, il bimbo non sarebbe sopravvissuto. Ora invece è in ospedale a Ciriè, precauzionalmente in incubatrice, ma in buone condizioni di salute.

“Sono uscito di casa perché dovevo aprire il portone a mio fratello e per fortuna mi è caduto l’occhio vicino ai bidoni dell’immondizia – racconta l’adolescente -. Ho visto un sacchetto rosso e ho sentito come un gatto che si lamentava. Quando ho capito che era un bambino sono corso in casa”. Dal sacchetto spuntavano solo i piedini. Il papà del 15enne, Paolo Secondo Laforet, che ad agisto compirà 50 anni, ha chiamato i soccorsi e ha portato in casa il neonato. “È stata un’emozione fortissima. Spero che la mamma o chi è stato a fare questo gesto ci ripensi e vada in ospedale a cercare il suo bimbo” sottolinea. Insieme ai famigliari, si è già detto disponibile ad adottare il piccolo: “L’ho già fatto presente anche ai carabinieri e non avrei problemi a riconoscerlo come mio figlio. Sarebbe bello, so che è una prassi lunga e tutt’altro che semplice, però noi siamo disponibili”.

Del caso intanto si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Venaria Reale, coordinati dalla procura di Ivrea. In zona potrebbero esserci telecamere di videosorveglianza utili a ricostruire l’accaduto. “È arrivato in ipotermia e adesso si trova in incubatrice, ma la Direzione dell’Asl mi ha rassicurato sulle sue condizioni” fa sapere il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che aggiunge: “In uno scricciolo di 3,3 kg tutta la forza che può contenere la vita”. Sul caso è intervenuto anche l’assessore regionale alle Politiche sociali, Maurizio Marrone: “Il finanziamento dei progetti di parto in anonimato, sostenuto dal fondo Vita Nascente, va comunicato adeguatamente sui territori”. Un appello a ricordare come la legge tuteli donne incinte e figli arriva da Frida Tonizzo, presidente Anfaa, Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie: “Va fatto sapere che le partorienti che non intendono riconoscere e provvedere al proprio nato hanno diritto a partorire in segretezza nelle strutture sanitarie”.

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