Gli agricoltori, senza volerlo, vivono condizioni di sudditanza rispetto ai grossi commercianti. “La cooperativa è nata per volontà di chi ha deciso di rischiare da sé per dare il giusto valore al proprio prodotto – racconta la presidente -, oggi siamo in 30 produttori ma il numero crescerà. Ci vogliamo muovere su un terreno di parità e non certo di sottomissione”.
Chi in passato ha denunciato intermediazioni non regolari in questo mercato manipolato, è stato intimidito. Come Nicola Clemenza di ‘Libero futuro’ al quale è stata bruciata l’auto davanti casa. “Gli accordi commerciali tra agricoltori e commercianti spesso non vengono rispettati – aggiunge Blunda – e il gioco tra le parti viene vinto dai più grossi, a discapito degli agricoltori che, come le formiche, sopravvivono”.
Tra Castelvetrano e Campobello di Mazara c’è il maggior numero di commercianti di olive. Lo è diventato anche Giovanni Luppino, l’autista del boss latitante Matteo Messina Denaro. Nel processo a suo carico è emerso che avrebbe chiesto soldi a un imprenditore di Castelvetrano e quest’ultimo, sentito in udienza, si sarebbe rifiutato.
“Già quest’anno i commercianti hanno adottato un prezzo più alto per gli agricoltori – spiega ancora Blunda – attualmente tramite i soci produttori copriamo 250 ettari di uliveto e alla cooperativa hanno già chiesto di entrare altri agricoltori.
Questo ci fa ben sperare, come anche il fatto che vicino a noi c’è il dipartimento agricoltura della Regione Sicilia e la Lega cooperative”.
“L’intelligenza ha superato la furbizia”, così commenta la nascita della cooperativa Vito Giaramita, socio e titolare di un frantoio. E Valentina Blunda annuncia altre iniziative: “vogliamo avere un ruolo economico, sociale e culturale per il territorio – dice – ecco perché pensiamo a far rinascere il Consorzio di tutela e una scuola dell’olio”.
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