Il 24enne si è presentato domenica sera ai carabinieri, accompagnato dai due avvocati di fiducia e a seguito dell’interrogatorio è stato emesso il decreto di fermo.
Nelle 48 ore successive all’omicidio le indagini, in seguito all’ascolto di numerose persone, l’analisi di diversi sistemi di videosorveglianza e anche alcune risultanze tecniche, hanno consentito di ricostruire quanto accaduto nelle ultime ore alla giovane vittima. In particolare, poco prima dell’omicidio, ci sarebbe stata una lite all’interno di un bar su via Casilina, tra l’attuale compagno della madre, 29 anni, di origine romena, e un giovane originario dell’est Europa. Dopo essersi allontanati dal bar, il 29enne romeno ha avuto reiterati contatti telefonici con il 24enne poi fermato, che non era all’interno del bar.
Il patrigno del ragazzino si sarebbe recato quindi all’appuntamento nel parcheggio della metro accompagnato da Alex e da altri familiari, tra cui due donne, ma si è trovato di fronte a uno scenario non previsto: gli occupanti di un’auto hanno aperto il fuoco contro il gruppo nel parcheggio, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha raggiunto il 14enne.
Al ritorno a scuola dopo la tragedia, i compagni di Alexandru lo ricordano come “un bravo ragazzo”. Un suo amico, della III G della scuola media Domenico Savio a Finocchio, alle porte di Roma, dice di lui: “Andava bene a scuola. E’ successo quello che non doveva succedere. Non mi aspettavo potesse accadere una cosa del genere. Una cosa impensabile”. E una compagna in lacrime: “Era mio amico, parlavamo sempre in classe e andavamo a mangiare il kebab insieme. Un bravo ragazzo, non se lo meritava. Oggi ognuno di noi ha portato qualcosa per ricordarlo”.
La settimana nella scuola media di Alexandru è cominciata nel segno del lutto per la morte del ragazzino. “La comunità scolastica è senza parole – dice la preside Paola Uncinotti -. Siamo meravigliati da quanto accaduto. Sicuramente un ragazzo così giovane non doveva stare in quel posto a quell’ora. Era un bel ragazzo, la famiglia lo seguiva. Un ragazzo come tanti altri dell’istituto. Se c’erano stati problemi? Che noi sappiamo no. Ovviamente la scuola fa molti progetti per il recupero dei ragazzi, dato che molti vengono da famiglie straniere, ma non ci sono state problematiche con la famiglia. Adesso programmeremo un incontro con lo psicologo per monitorare la reazione della classe”.
Il nonno materno del ragazzino, Petru Katlan, aveva subito dichiarato che chi aveva sparato non voleva colpire il nipote: “Non ce l’avevano con lui”. E il padre, Eduard Ivan: “Il colpevole deve pagare. Che ci faceva mio figlio in un parcheggio della metropolitana a quell’ora di notte?”.
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