Il ddl, comunicato alla presidenza lo scorso marzo, introduce varie novità: riconosce come malattie sociali l’anoressia nervosa e la bulimia, prevedendo anche pesanti sanzioni fino alla detenzione a carico di chi istigasse a tali comportamenti.
L’articolo 2 ‘Istigazione al ricorso di condotte alimentari idonee a provocare o rafforzare i disturbi del comportamento alimentare’, infatti, prevede che “chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l’altrui proposito di ricorrere a condotte alimentari idonee a provocare o a rafforzare i disturbi del comportamento alimentare, e ne agevola l’esecuzione, è punito con la reclusione fino a due anni e la sanzione amministrativa da euro 20.000 a euro 60.000”.
Inoltre, se il reato è commesso nei confronti di una persona indifesa minorata o di ragazzi under 14, “si applica la pena della reclusione fino a quattro anni e la sanzione amministrativa da euro 40.000 a 150.000 euro”. Il ddl prevede anche l’istituzione della Giornata nazionale contro i disturbi del comportamento alimentare, il 15 marzo di ogni anno, “al fine di diffondere adeguata conoscenza e sensibilità tra i cittadini”.
Il Servizio sanitario nazionale è tenuto a predisporre poi un piano di interventi per prevenire e curare queste malattie. Un giro di vite è previsto anche rispetto al controllo dei sociali: il ministro dell’interno, si legge all’articolo 4, “stabilisce con proprio decreto, i criteri e le modalità per impedire l’accesso ai siti che diffondono tra i minori messaggi suscettibili di rappresentare, per il loro contenuto, un concreto pericolo di istigazione a condotte alimentari inidonee, reindirizzando in forma anonima l’utente automaticamente al portale digitale http://www.disturbialimentarionline.it”. Il ministro della Salute presenterà al Parlamento una relazione annuale di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche su queste malattie.
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