Medici e infermieri a gettone “non
esistono in Umbria, dove le Aziende sanitarie non ricorrono a
questa forma di lavoro”. Lo ha detto l’assessore regionale alla
Sanità Luca Coletto rispondendo in Assemblea legislativa a
un’interrogazione a risposta immediata su “Esternalizzazioni
sanitarie e diffusione del fenomeno dei ‘medici a gettone’ in
Umbria”, presentata dal consigliere regionale Thomas De Luca
(M5s).
De Luca ha chiesto di sapere “quali siano i dati e la spesa
del fenomeno dei medici e infermieri ‘a gettone’ in Umbria,
specificando a riguardo a quanto ammonta la spesa relativa in
riferimento al 2023 (o ultimo dato disponibile) e come questa si
sia evoluta negli ultimi 10 anni, specificando quanti siano
stati i turni affidati a operatori esterni sul totale e quanti
siano stati gli ospedali e le strutture sanitarie coinvolte”.
L’assessore Luca Coletto ha spiegato che “il fenomeno dei
medici a gettoni è diffuso in tutto il Paese, anche in risposta
alla carenza di medici che si registra”. “Per fare fronte al
temporaneo aumento di attività o per carenze di organico il
sistema sanitario regionale – ha aggiunto – utilizza lo
strumento delle tariffe orarie aggiuntive per i medici in
servizio, al fine di ridurre l’utilizzo delle esternalizzazioni.
Le Asl si avvalgono solo in casi sporadici di professionisti
esterni. La Corte dei conti, nella parificazione del rendiconto
generale della Regione, non ha citato il fenomeno dei medici
gettonisti, che appunto non esiste, ma prende atto delle misure
messe in atto per la riduzione della spesa delle aziende
sanitarie per gli incarichi libero professionali”.
Il consigliere De Luca si è detto “allibito dalla risposta
ricevuta”. “Abbiamo svolto un sopralluogo, insieme a due
parlamentari – ha proseguito -, a Cascia e Norcia dove erano in
servizio due medici a chiamata. Quindi mi pare assurdo affermare
che in Umbria non esistano medici a chiamata. Non mi ritengo
soddisfatto della risposta, vista la mia esperienza diretta.
Faremo un accesso agli atti per verificare a che titolo quei
medici erano in servizio”.
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