“Vado avanti, partecipo al secondo
turno di martedì 23 gennaio. La scelta ora è fra due, quindi è
semplificata, magari una serie di colleghi si troverà di fronte
a una scelta più netta. Sono due proposte diverse, mi aspetto
che ci siano dei cambiamenti rispetto al primo turno”. Nessun
passo indietro da parte di Juan Carlos De Martin, nella corsa
alla poltrona di rettore del Politecnico di Torino.
Nella prima votazione nessuno dei tre aspiranti ha raggiunto
la maggioranza assoluta, ma Paolo Corgnati, che ha ottenuto
548,8 voti, ci è andato molto vicino. De Martin ne ha avuto 194,
Paolo Fino 185,16 e si è ritirato. Il prossimo turno è il 23
gennaio, se nessuno raggiungerà la maggioranza assoluta dei voti
esprimibili si andrà al ballottaggio il 3o gennaio e vincerà chi
avrà un voto in più dell’altro. “Vedo che c’è un forte vantaggio
di preferenze da parte di Corgnati, sono ingegnere e i numeri li
so leggere, ma le competizioni non sono finite finché non sono
finite” commenta De Martin.
“In campagna elettorale – spiega De Martin – ho fatto due
promesse principali: essere un rettore democratico ed essere un
rettore che mette le persone al centro La mia è la visione di
un Politecnico innovato rispetto agli ultimi 20-30 anni,
decisamente più trasparente, collegiale e democratico. Una polis
e quindi rettore che è primus inter pares che fa emergere la
diversità dei punti di vista, non un rettore napoleonico che
decide tutto com’è nella nostra tradizione. Quello che propongo
è un Politecnico nuovo, una discontinuità rispetto al passato.
Questo caratterizza la mia proposta risposta a quella degli
altri due candidati”.
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