Intervistata a Davos, la Lagarde ha così risposto alla domanda se fosse d’accordo con i colleghi del Consiglio direttivo della Bce che hanno segnalato l’attesa di un taglio dei tassi per l’estate: “Direi che è probabile, ma non posso sbilanciarmi”.
Secondo quanto dichiarato a Bloomberg TV, la Lagarde ha spiegato che la Bce disporrà delle informazioni necessarie sulle pressioni salariali entro “la tarda primavera”. Tali dati sarebbero necessari prima di qualsiasi decisione di abbassare i tassi. “Ora sembra che le speranze di un taglio anticipato dei tassi da parte delle banche centrali globali fossero un po’ ottimistiche“, ha dichiarato a FT Charles Hepworth, direttore degli investimenti di GAM Investments.
Prima che la Lagarde parlasse, i mercati avevano pienamente prezzato un taglio dei tassi entro aprile, attribuendo una probabilità del 30% a un taglio in marzo. Dopo le sue affermazioni, le probabilità sono scese al 95% per un taglio entro aprile e al 20% per una riduzione a marzo. Il rendimento delle obbligazioni tedesche a due anni, sensibili ai tassi, è salito di 0,04 punti percentuali al 2,63%, ai massimi da inizio dicembre.
In vista anche della prossima riunione del direttivo (fissata il 25 gennaio) Lagarde ha dichiarato di essere sempre più fiduciosa che l’inflazione dell’eurozona possa scendere in modo sostenibile verso l’obiettivo del 2% nel medio termine.
I dati sono incoraggianti: la crescita annuale dei prezzi dell’Eurozona è rallentata dal picco del 10,6% dell’ottobre 2022 al 2,9% del mese scorso. Ma il Presidente della BCE ha segnalato come l’inflazione sia ancora troppo alta nel settore dei servizi ad alta intensità di lavoro – al 4% a dicembre – e che sussiste il rischio che l’elevata crescita dei salari, che lo scorso anno ha fatto aumentare del 5,2% le retribuzioni dei dipendenti della zona euro, mantenga la pressione sui prezzi.
“A meno che non si verifichi un altro grave shock, abbiamo raggiunto il picco” dei tassi d’interesse, ha detto. “Ma dobbiamo rimanere restrittivi per tutto il tempo necessario” per garantire che l’inflazione continui a scendere.
Il rischio, ha aggiunto, sarebbe quello di andare troppo di fretta e di dover tornare indietro e fare altri rialzi. Anche in Gran Bretagna le aspettative di un taglio dei tassi si sono raffreddate dopo che è stato reso noto che l’inflazione britannica è salita al 4% a dicembre, superando il 3,8% previsto dagli economisti.
Si tratta del primo aumento dell’inflazione britannica dal febbraio 2023.
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