Paparelli spiega all’ANSA che la maggioranza ha “impedito la discussione in sede di commissione consiliare” della proposta. “Giorni fa – ha aggiunto – sono stato costretto ad abbandonare i lavori della commissione presieduta dalla consigliera di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace, in aperto dissenso rispetto all’ennesima mancata iscrizione del disegno di legge all’ordine del giorno, e poterne avviare l’istruttoria ai fini dell’approfondimento in Aula. Essendo ormai scaduti i termini, in queste ore mi sto accingendo ad iscriverla direttamente in Aula con l’obiettivo di promuovere un dibattito in Assemblea legislativa che, mi auguro, possa avviare finalmente un confronto costruttivo”.
“La ratio di questa proposta di legge, essendo già stata appurata la competenza regionale a legiferare, si fonda – spiega Paparelli – sulla necessità di indicare tempi e modalità di accesso al procedimento e alle prestazioni riservate alle persone che versano in condizioni corrispondenti al giudicato costituzionale. Ovviamente è previsto il parere del comitato etico regionale, atto a riscontrare le condizioni ed il diritto ad avere piena assistenza e presa in carico da parte del Servizio sanitario regionale. L’intento è di rendere chiara e lineare una questione così delicata e tanto dibattuta negli ultimi anni, con l’unico scopo di poter assicurare ai pazienti che versano in fase terminale la possibilità di scegliere consapevolmente un fine vita dignitoso e non aggravato da un processo più lento e doloroso, per loro e per le persone a loro più care”. “Per altro, rispetto alla prima stesura – spiega Paparelli -, ho proposto un nuovo emendamento, che punta ad adeguarsi agli aggiornamenti giurisprudenziali e rafforzare la norma evitando così qualsiasi dubbio di incostituzionalità, in coerenza con le azioni messe in campo anche in altre regioni. Sono convinto che la società umbra sia molto più aperta e sensibile rispetto alla politica. Proprio per questo, auspico che i partiti ed i consiglieri regionali trovino il coraggio di affrontare queste tematiche ricercando soluzioni condivise nel rispetto di tutte le posizioni, ma, innanzitutto, rispettando il dolore e le tribolazioni, oltre che i desideri, di chi si trova a combattere contro una malattia terminale le cui condizioni non lasciano scampo. Una condizione che, non dobbiamo scordarci mai, può purtroppo capitare a chiunque”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA