Si aggrava la polemica sulle condizioni dell’accordo per l’invio di medicinali destinati a ostaggi e civili a Gaza: Benny Ganzt, ministro israeliano e membro del gabinetto di guerra, ha indirettamente smentito il premier Benjamin Netanyahu che, in merito alla mancanza di ispezioni di Israele ai camion con gli aiuti, ha scaricato la responsabilità sulle forze armate. “Far arrivare le medicine agli ostaggi è un passo significativo e importante per il quale abbiamo lavorato duramente. La responsabilità della decisione così come la sua attuazione resta a livello politico – solo su di noi”, ha scritto Gantz su X.
Anche il leader del partito Yisrael Beitenu, Avigdor Lieberman, ha attaccato Netanyahu. “È tempo che inizi a prenderti le responsabilità invece di gettarla su chiunque altro. Basta prendere decisioni solo in base a considerazioni politiche“, ha scritto il politico su X.
In risposta, Netanyahu ha ordinato alle forze armate (Idf) di ispezionare un carico di medicinali destinato a ostaggi e civili a Gaza. Dopo le notizie circolate sui media, è poi arrivata la conferma del Cogat, il Coordinamento delle attività governative nei Territori: la leadership politica israeliana ha ordinato alle forze armate di ispezionare al valico di Kerem Shalom i cinque camion con gli aiuti medici destinati agli ostaggi e ai civili a Gaza. I mezzi potranno poi entrare nella Striscia.
Il primo ministro israeliano, infine, non risponde alle telefonate del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, dallo scorso 7 ottobre, quando si sono verificati gli attacchi di Hamas, che hanno poi scatenato la guerra di Israele contro la Striscia di Gaza. Guterres ha riconosciuto oggi in un’intervista ad Al Jazeera a Davos di non aver ancora parlato con il premier israeliano; e, successivamente, da New York, il suo portavoce, Stephane Dujarric, nella sua conferenza stampa quotidiana a New York, ha spiegato meglio. Dujarric non ha specificato quante volte Guterres ha provato a parlare con Netanyahu: “Non è come se qualcuno mi chiamasse tutti i giorni (e dicesse) richiamami, richiamami. C’è un protocollo diplomatico. Sappiamo che il messaggio (della chiamata) è stato ricevuto e il fatto che non abbiano chiamato non ha impedito al segretario generale di avere tutta una serie di contatti con funzionari israeliani”, ha spiegato Dujarric, che ha citato – tra questi “contatti” – il presidente israeliano Isaac Herzog o l’ambasciatore all’Onu, Gilad Erdan. Dall’inizio della guerra, l’Onu è stata accusata di parzialità filo-palestinese dal governo israeliano, che ha preso di mira in particolare il segretario generale; tanto che diversi membri del gabinetto di governo israeliano ne hanno poi chiesto le dimissioni.
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