A dicembre il premier ungherese Orban ha posto il veto sullo stanziamento di 50 miliardi per l’Ucraina fino al 2027, si sta ora lavorando per arrivare a un’intesa complessiva che tenga conto, su input italiano, anche delle risorse sull’immigrazione.
Von der Leyen a fine gennaio sarà a Roma per la conferenza sull’Africa che lancerà il piano Mattei, una iniziativa dell’esecutivo che avverrà proprio alla vigilia della riunione di Bruxelles e nella quale si ribadirà che nei confronti di quei paesi dove partono i migranti serve “un approccio diverso, non predatorio” e la presidente della Commissione Ue “lo ha capito prima degli altri”. “L’approccio italiano per lavorare sulla dimensione esterna della migrazione è una delle questioni su cui abbiamo molto lavorato insieme in questi mesi“, insiste Meloni.
Al di là di una simpatica gag sulla piadina (“Quello che ricordo molto bene”, dice von der Leyen rammentando l’ultima visita in queste zone compiuta il 25 maggio del 2023, “è anche la fenomenale solidarietà, ricordo ancora oggi l’odore di questo meraviglioso pane”; “suona come una richiesta…”, il commento della premier) la cerimonia di oggi testimonia il feeling che si è instaurato tra le due. Meloni aveva elogiato anche nella conferenza stampa di inizio anno il presidente della Commissione Ue proiettata per un bis dopo le elezioni europee. Oggi altri baci e abbracci e complimenti reciproci.
Il fatto che la presidente della Commissione sia qui oggi è “il simbolo di grande serietà e concretezza”, insieme “abbiamo costruito risultati importanti”, rileva la premier prima di invitare i sindaci delle zone alluvionate sul palco, “la presidente della Commissione Ue vorrebbe una foto tutti insieme“. Nella sala del municipio di Forlì uno vicino all’altro, oltre ai primi cittadini dell’Emilia-Romagna che hanno dovuto affrontare le conseguenze dell’alluvione, ci sono la premier, Ursula von der Leyen, il ministro per gli Affari Ue, Fitto, il presidente della regione Bonaccini (che ringrazia von der Leyen per aver mantenuto la parola e invita la platea ad applaudire il capo dell’esecutivo), il commissario alla ricostruzione, il generale Figliuolo (“abbiamo portato grandi risultati”).
“Siamo Stato”, occorre “portare risposte ai cittadini”, afferma Meloni. Il presidente del Consiglio esalta l’esito della revisione del Pnrr, “si diceva impossibile, non solo è stata possibile ma era doverosa”, entra nel dettaglio delle cifre dei finanziamenti destinati all’area colpita l’anno scorso, rivendica gli obiettivi (“facciamo ricostruzione ma anche una cosa ancora più importante, la prevenzione rispetto a ulteriori eventi di questa natura”), promette che si lavorerà velocemente (“C’e’ un cronoprogramma da rispettare”).
Mentre i comitati per gli alluvionati – sono circa cento quelli presenti al sit-in – manifestano nella piazza antistante al Comune con cartelli tipo “Le passerelle non aiutano la ricostruzione”, “Con i vostri tempi non la sfanghiamo”, “La vera frana è la politica”. “Chiediamo rispetto”, il coro di chi protesta. Meloni e von der Leyen provano a rassicurarli. “Tin bota, l’Europa rimane con voi, saremo al vostro fianco per tutto il tempo necessario”, sottolinea la presidente della Commissione Ue
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