Il tecnico in conferenza stampa ha ribadito l’inferiorità (sulla carta) della sua squadra rispetto ai nerazzurri: “Affrontiamo i più forti in Italia, non abbiamo più del 25-30% di possibilità di passare il turno”, salvo poi ribadire: “Dobbiamo giocarci le nostre chance in modo cattivo. In campionato contro di loro abbiamo perso per delle cazzate clamorose: non dobbiamo commetterle”. Sarri, tra i più scettici per la nuova formula del trofeo e per la location saudita, dice la sua anche sul campionato arabo: “I tanti nomi importanti arrivati hanno scatenato interesse, nonostante in Europa non sia seguitissimo. Auguro all’Arabia di sviluppare il proprio campionato”. Chi poteva finire a giocare qui è proprio Ciro Immobile: il capitano infatti è stato corteggiato da un club saudita, come da lui stesso ammesso oggi: “In passato ho avuto degli avvicinamenti, alla fine non si è fatto più niente. Ho cercato di essere più limpido e onesto possibile, portando avanti il progetto della Lazio”. Domani allo stadio ci sarà anche Sergej Milinkovic, ora all’Al Hilal, nelle vesti di tifoso dei suoi vecchi compagni: lui era in campo tra dicembre 2019 e gennaio 2020, ossia il periodo in cui per l’ultima volta la Lazio ottenne sei vittorie di fila (attualmente è ferma a cinque, tra campionato e Coppa Italia).
Allo stesso modo, di quella striscia di vittorie si ricorda anche Simone Inzaghi, che ora è il ‘nemico’: il tecnico con più panchine della storia laziale ha battuto il suo ex club per tre volte (su cinque gare) da quando allena l’Inter. Ma a Sarri e al presidente Lotito questo importa poco. “Pronostici non ne faccio, mi auguro che in campo scenda una squadra volitiva e umile, conscia di svolgere un ruolo importante per la società e per il calcio italiano”, ha detto il patron , ai microfoni di Radio Tv Serie A.
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