Si dice sicuro della bontà della proposta il sindaco, Sebastiano Tarantino. “Un’idea – spiega – frutto di una riflessione sul nuovo ruolo strategico dei piccoli borghi, diventati sempre più attrattori culturali e turistici e sempre più al centro delle politiche di rigenerazione portate avanti dal governo. Basti pensare al Pnrr Borghi e al Fondo piccoli Comuni a vocazione turistica”.
E proprio la partecipazione a quest’ultimo bando, con il progetto presentato dal Comune di Taverna valutato egregiamente, ha incoraggiato il sindaco a tentare la sfida della candidatura a Capitale Italiana della Cultura.
“Dopo la bella vittoria della piccola Procida nel 2022 e la recente affermazione in finale del borgo molisano di Agnone – sostiene Tarantino – è chiaro che anche i piccoli comuni possono ambire ad un riconoscimento così importante. Specie se il progetto presentato è rappresentativo di un territorio più vasto. In quest’ottica quella di Taverna sarebbe la candidatura di tutta la Sila piccola Catanzarese, di un’area estesa cioè in cui è forte la presenza di arte, cultura, natura e turismo. Lo straordinario patrimonio ambientale e culturale di Taverna, le sue chiese monumentali, i suoi personaggi illustri tra cui ricordiamo i fratelli Mattia e Gregorio Preti e la loro mirabile pittura, Gian Lorenzo Anania con le sue opere di cosmografia e geografia, e poi ancora i laghi e le foreste, il Parco nazionale e le Aree protette, le tradizioni artigianali ed enogastronomiche, ma anche le nuove e straordinarie realtà attrattive come il Sila Science Park, il nuovo Museo Multimediale Immersivo e la Ciclovia dei Parchi – sottolinea Tarantino – possono rappresentare gli elementi distintivi di un progetto più ampio che definisce un’intera entità culturale che è, indiscutibilmente, patrimonio dell’intera regione Calabria”.
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