“Mi sto facendo forza, però solo io
la forza che metto so com’è, è una forza distruttiva, adesso
speriamo che il 9 febbraio vada tutto bene. Se non dovesse
andare bene, non ci arrendiamo, però voglio crederci ancora
nella giustizia perché la procura è stata veramente
fondamentale”. Così Loredana Lazzari, madre di Dino Di
Michelangelo, il poliziotto morto nella tragedia di Rigopiano
insieme alla moglie Marina Serraiocco, a proposito del processo
di appello sul disastro in corso all’Aquila: la donna,
accompagnata dal figlio Alessandro, ha preso parte alla
cerimonia che ogni anno si svolge a Chieti dinanzi al monumento
che ricorda le vittime, presenti il sindaco Diego Ferrara e i
rappresentanti delle forze dell’ordine.
“Dino amava tanto il suo lavoro, lo amava veramente, io
infatti quando vedo i colleghi mi commuovo di più nel vederli –
ha spiegato – forse ci sarebbe stato ancora mio figlio se li
avessero salvati perché dovevano salvarli, è una frase banale
quella che dico perché è all’occhio di tutti, dei media, di
tutti, l’Italia è indignata per questa sentenza che è stata
fatta. La Procura adesso sta facendo di tutto perché hanno fatto
un lavoro professionale, ma molto, molto umano, umano è dir
poco, quindi speriamo che adesso questi giudici dell’Aquila
capiscano veramente che noi abbiamo ragione: una forza interiore
ci fa avere ragione, però purtroppo il 23 febbraio scorso non è
stato così”.
“Vendetta mai – ha concluso – vogliamo un po’ di serenità e
pace per quegli angeli che non ci sono più, che poi appresso a
mio figlio io ho perso anche mio marito per il dolore, non ha
retto. Io mi sto facendo forza”.
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