“Auspichiamo che la decisione di
rinviare in Commissione la mozione che abbiamo presentato
durante l’ultima seduta dell’Assemblea legislativa, volta ad
impegnare la Giunta regionale a riconoscere la vulvodinia e la
neuropatia del pudendo, come malattie croniche e invalidanti,
sia il primo passo verso l’approvazione di un provvedimento
condiviso e non, come troppo spesso accade, una strategia per
perdere tempo e affossare la proposta”: è quanto scrivono in una
nota i consiglieri regionali del Partito democratico, Simona
Meloni (capogruppo) e Tommaso Bori (vice presidente Commissione
sanità).
“Riteniamo sia un gesto di civiltà impegnarsi, tutti insieme –
aggiungono -, in favore di coloro che soffrono di queste
patologie invalidanti, ancora non riconosciute come tali e non
previste dai Livelli essenziali di assistenza (Lea)”.
“Sarebbe oltremodo importante – osservano Simona Meloni e
Bori – che la Giunta regionale sostenga questa causa e se ne
faccia al più presto promotrice nei confronti del Governo
affinché si preveda, come detto, l’inserimento della vulvodinia
e della neuropatia del pudendo nell’elenco nazionale delle
malattie croniche e invalidanti. Occorre inoltre rendere
operativo un gruppo di lavoro multidisciplinare, a livello
regionale, per realizzare un’analisi di contesto e definire
l’iter diagnostico e terapeutico più opportuno. Rispetto a
queste patologie serve maggiore formazione e un effettivo
accrescimento delle competenze da parte delle figure sanitarie
idonee a garantire un’adeguata assistenza in relazione alle
singole specificità, in modo tale che il servizio sanitario
regionale sia in grado di fare diagnosi e definire una presa in
cura in tempi brevi. Chiediamo infine – concludono i consiglieri
del Pd – che la Commissione predisponga quanto prima
un’audizione per ascoltare le problematiche di chi vive queste
patologie sulla propria pelle”.
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