L’annuncio di questo nuovo sistema di deterrenza è stato comunicato dal Ministero della Difesa estone. I ministri della Difesa dei Paesi baltici hanno firmato un accordo in base al quale “l’Estonia, la Lettonia e la Lituania costruiranno strutture difensive anti-mobilità nei prossimi anni per scoraggiare e, se necessario, difendersi da minacce militari”, secondo quanto riportato in un comunicato stampa.
L’avvertimento di Putin ai Baltici: “Minacciano la nostra sicurezza”
La decisione di oggi sembra quasi una risposta alle parole dello Zar del Cremlino di martedì scorso, che ancora risuonano, con le quali Putin aveva indirettamente minacciato Riga e, per estensione, i suoi due piccoli vicini: “Quello che sta succedendo in Lettonia e nelle altre Repubbliche baltiche, dove i cittadini russi vengono espulsi, ci preoccupa: è una questione relativa alla nostra sicurezza nazionale”. Il riferimento era all’espulsione di Boris Katkov, un ex militare dell’Armata rossa di 82 anni, residente in Lettonia e accusato di attività propagandistica filorussa. Kathov era incluso nella lista delle persone indesiderate del Ministero dell’Interno di Riga.
Le parole di Putin del 16 gennaio scorso sono state bollate dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, come “pura propaganda”: “Mi auguro e credo siano soltanto frasi di propaganda per rafforzare la sua posizione, visto che vuole rimanere presidente della Federazione russa, ma che comunque non vanno mai sottovalutate. Per questo vogliamo difendere il diritto dell’Ucraina a esistere. Una sconfitta militare dell’Ucraina darebbe alla Russia la possibilità di aggredire qualche altro Paese” ha spiegato il titolare della Farnesina.