Gli Stati dell’Ue insistono però fin da ora che l’intervento nel Mar Rosso avrà carattere difensivo per proteggere le navi mercantili dagli attacchi che potrebbero sferrare i ribelli Houthi. Non è sul tavolo l’opzione di attaccare lo Yemen, come stanno facendo negli ultimi giorni Stati Uniti e Regno Unito.
Il mandato – fanno trapelare diverse fonti diplomatiche – sarà di scortare le compagnie di navigazione e “l’idea è che le navi siano in grado di abbattere droni e razzi“. “Non esiste un obiettivo o un’idea di un’operazione come quella che gli americani stanno proponendo nella stessa zona”, ma piuttosto “si tratta di un carattere difensivo”, assicura un’altra fonte diplomatica. Non si esclude comunque la possibilità di scambio informazioni con la missione “Prosperity Guardian” guidata da Washington.
“Fondamentalmente esistono due modi diversi per fare la missione. Uno di questi richiederà molto più tempo, ossia costruire da zero un’operazione militare, una nuova operazione militare. Quindi stiamo parlando con alcuni Stati membri che fanno parte di un’operazione militare, quella di Agenor nel Golfo. Se le conversazioni danno frutto, l’operazione potrebbe ragionevolmente essere lanciata in un breve periodo di tempo“, ha spiegato un alto funzionario dell’Unione europea.
Se ne parlerà lunedì quando i ministri degli Esteri dell’Unione europea affronteranno la crisi a Gaza e le conseguenze nell’area nel corso di un Consiglio a Bruxelles e poi incontreranno separatamente gli omologhi di Israele, Palestina, Arabia Saudita, Egitto e Giordania e il segretario generale della Lega Araba.
“Si parlerà di questo aspetto ma al momento è difficile fornire date. In sostanza ora stiamo lavorando sui dettagli, definendo molti dettagli tecnici. Ma ancora una volta, il principio secondo cui l’Ue dovrebbe essere presente con un’operazione militare è stato accettato. Era già stato accettato prima di Natale, ma poi abbiamo avuto un problema con uno Stato membro, e ora parliamo di un’operazione diversa”, ha ribadito la fonte.
Al momento non si tratta di una missione dell’Ue, ma guidata da Parigi, alla quale partecipano Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Grecia, Italia e Norvegia, con il sostegno di Germania e Portogallo e l’obiettivo è finanziarla con fondi europei. Resta da vedere quanti altri Paesi saranno disposti a collaborare alla missione, mentre la Spagna ha già annunciato che non lo farà, il governo belga ha deciso oggi di partecipare e anche la Germania farà la sua parte.
A dicembre era stata ventilata la possibilità di ampliare l’area operativa della missione EUNavfor Atalanta che l’Unione europea ha schierato nel Corno d’Africa per combattere la pirateria, che attualmente conta sulla fregata spagnola Victoria, ma il governo di Madrid si è opposta.
Atalanta svolge compiti non esecutivi, come la cooperazione con la missione Agenor, ma anche compiti esecutivi, simili a quelli allo studio per la nuova missione europea nel Mar Rosso, consistenti nel dissuadere, prevenire e reprimere atti di pirateria e rapine a mano armata in mare nella sua area di operazione.
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