La corte intanto si premura di puntualizzare giusto oggi al Times che il duca – al pari dell’imbarazzante zio Andrea, primo fratello maschio di Sua Maestà – non è più operativo in seno al consiglio di Stato della famiglia reale, pur rimanendo sulla carta membro de iure di questo organismo chiamato a fare le veci del monarca in caso di assenze protratte. Una precisazione filtrata sullo sfondo dell’imminente operazione che Carlo III – spostatosi oggi dalla Scozia alla residenza di Sandringham – affronterà per “correggere una condizione di prostata ingrossata” definita “benigna”: procedura considerata di routine dai medici – a differenza del misterioso intervento all’addome che costringerà Kate a una convalescenza prevista di ben 3 mesi, dopo un paio di settimane di ricovero – e che non dovrebbe quindi richiedere il ricorso a una supplenza formale anche breve; ma che alimenta comunque quesiti sui titolari effettivi delle funzioni vicarie. Quesiti ai quali il palazzo risponde che “i Consiglieri di Stato” di diritto sono attualmente la regina consorte Camilla e i 4 principi di sangue reale sopra i 21 anni d’età più prossimi al trono (nell’ordine l’erede William, Harry, Andrea e la di lui primogenita Beatrice); nonché gli altri due fratelli del re, Anna ed Edoardo, cooptati per volere di Carlo mesi fa con un atto ad hoc. Non senza sottolineare però come l’ultima legge approvata dal Parlamento in materia, a fine 2022, attribuisca ai soli “membri attivi” della ‘Firm’ un ruolo esecutivo, congelando dunque sia Harry sia Andrea: il primo per aver dovuto rinunciare ad ogni incarico di rappresentanza ufficiale in seguito al traumatico trasferimento negli Usa di 4 anni fa; il secondo poiché escluso dalla vita pubblica ancora sotto il regno di Elisabetta II, sua madre, a causa del ben più grave coinvolgimento nello scandalo sessuale legato al defunto faccendiere americano Jeffrey Epstein.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA