A consolidare questa ipotesi sono i resti di abbigliamento rinvenuti: un giubbotto e le scarpe, compatibili con quelli indossati da Andreea. La ragazza si era allontanata a piedi, all’alba del 12 marzo, da un appezzamento di terreno, dove aveva trascorso la notte in una roulotte con il fidanzato Simone Gresti e con una coppia di amici. Questo almeno il racconto fatto dai tre: Andreea se ne era andata lungo la strada Montecarottese, lasciando il cellulare al fidanzato, dopo un litigio. Ma nessuno l’aveva più vista. Appelli via social da parte della madre e degli amici, poi varie segnalazioni, anche a ‘Chi l’ha visto?’ con presunti avvistamenti a Roma o a Milano, collegamenti con i suoi profili social. Tutto finito in nulla, come l’ipotesi che fosse di Andreea un cadavere rinvenuto in un canale al Pigneto di Roma.
Moltissimi i sopralluoghi svolti nell’arco di vari mesi dai carabinieri nell’appezzamento e nelle zone limitrofe, su disposizione del pm della Procura di Ancona Irene Bilotta che aveva aperto un fascicolo sulla scomparsa, arrivando a indagare Gresti per sequestro di persona e spaccio di stupefacenti. Nella roulotte sono stati svolti anche accertamenti di polizia scientifica dai carabinieri del Ris. Bilotta è andata sul luogo del ritrovamento. C’era anche l’avvocato Emanuele Giuliani, il legale di Gresti.
A scoprire i resti è stata la proprietaria del casolare, diroccato, ma chiuso. Il corpo si trovava però in una parte del piano terreno, dove le finestre erano state sfondate. Oltre ai carabinieri sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco per mettere in sicurezza quella porzione di fabbricato e permettere gli accertamenti di polizia scientifica. Per l’identificazione ufficiale sarà necessario l’esame del Dna.
Il fabbricato era già stato controllato da carabinieri e soccorritori pochi giorni dopo l’allontanamento della ragazza da un appezzamento di terreno vicino, nel territorio di Montecarotto, dove aveva trascorso la notte tra l’11 e il 12 marzo, insieme al fidanzato e a una coppia di amici. La perlustrazione era avvenuta a seguito della denuncia di scomparsa presentata dalla madre di Andreea. Non è chiaro però se i controlli siano stati svolti anche nel locale in cui è stato trovato il corpo, che è inagibile da tempo. I carabinieri sarebbero tornati nell’immobile dopo che i proprietari, due fratelli, hanno notato una finestra sfondata al piano terra. Si tratta di due controlli avvenuti più o meno nello stesso periodo. Ma anche in questo caso non è sicuro che il sopralluogo abbia interessato la parte inagibile del casolare. Gli stessi proprietari hanno raccontato ai carabinieri di non essere entrati in quella parte dell’immobile da due anni, limitandosi a fare manutenzione all’esterno o lavori di giardinaggio. Successivamente aveva prevalso l’ipotesi che quello di Andreea fosse un allontanamento volontario e le ricerche erano state interrotte, per poi riprendere dopo l’apertura di un’indagine da parte della Procura di Ancona sulla scomparsa della 27enne.
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