Brexit, l’allarme del sindaco di Londra: “Sta danneggiando economia e stipendi dei cittadini. Basta nascondersi”
In ogni caso, Londra è una città estremamente multiculturale, dove i bianchi non rappresentano più la maggioranza assoluta della popolazione. Hall è dietro nei sondaggi, fino a 20 punti. Ma vuole conquistare la capitale promettendo maggiore sicurezza “come Rudy Giuliani”, 200 milioni di sterline in più per la polizia contro “l’emergenza accoltellamenti, con mille morti in città dal 2016” e vuole annullare la tassa Ulez per le auto non elettriche o ibride in tutta la città. Una recente imposta decisa da Khan da 15 euro al giorno per circolare in tutta Londra se si ha una macchina inquinante.
“Cose così stupide devono essere risolte al più presto”, come quella “del limite di 20 miglia all’ora in città” ci dice dopo un incontro questa settimana al “Business Club Italia”, la comunità di imprenditori e investitori connazionali a Londra, organizzato dagli Italian Conservatives, tra cui Christian Vinante e Stefania Signorelli.
Susan Hall, lei parla tanto di lotta al crimine. Ma come si ferma questa “emergenza accoltellamenti”, soprattutto tra i più giovani?
“Sono una grande supporter del “stop and search” (la pratica dei poliziotti di fermare e perquisire persone a loro scelta in strada, secondo gli oppositori razzista poiché ne è vittima soprattutto la comunità nera, ndr). A volte serve più il bastone della carota. Abbiamo bisogno di più polizia in strada, come abbiamo visto negli Stati Uniti nei decenni scorsi. E più fondi per gli agenti. Solo così Londra potrà sconfiggere il crimine e gli accoltellamenti”.
Il sindaco Sadiq Khan è profondamente critico della Brexit. Lei, che è stata spesso euroscettica, cosa ne pensa?
“Bisogna ascoltare imprese e attività cittadine e capire di cosa hanno bisogno, al di là della propria ideologia. Sadiq Khan ovviamente se la prende sempre con la Brexit quando è in difficoltà. Ripeto: ci sono stati mille omicidi nelle strade di Londra da quando è sindaco. I londinesi meritano molto di più”.
Sì, ma per lei la Brexit ha un impatto negativo su Londra, come sostiene Khan, oppure no?
“Non parlo di questioni come la Brexit, che sono di competenza nazionale”.
Ma ha un impatto cittadino. In ogni caso, perché ce l’ha tanto con la tassa anti-auto a Londra e con i limiti di velocità a 20 miglia all’ora?
“Perché la tassa anti-inquinamento Ulez voluta da Khan sta martoriando famiglie, piccole imprese e associazioni. È una vergogna e non porta alcun miglioramento ambientale significativo. E poi, secondo me, il limite a 20 all’ora è un problema anche perché un automobilista o un tassista deve stare sempre a controllare la velocità sul cruscotto invece della strada…”.
Sta di fatto che lei arranca di molti punti dietro a Khan. Come fa a essere ancora ottimista in queste elezioni comunali?
“Busso alle porte di tutti i londinesi e non sa quanti laburisti promettono di votare per me. So che sono sfavorita, ma dopo otto anni di Khan, c’è bisogno di cambiamento. Certo che sono ottimista”.
Sadiq Khan l’ha paragonata a Trump, che sta già stravincendo le primarie. Ne è fiera?
“Il mio paragone con Trump sono sciocchezze e scortesie che mettono in giro i laburisti, perché non sanno come attaccarmi altrimenti e non hanno alcun risultato di cui vantarsi. Pensano solo ad offendermi personalmente. In ogni caso, io ho la pelle dura”.
Ma ci sarà qualcosa di buono che ha fatto Khan? È stato eletto già per due volte dai londinesi…
“È stato un disastro completo. E io sono una persona che parla con la gente. Khan è uno che vive nella sua bolla, che non ha interesse a relazionarsi con i cittadini”.
Intende che il sindaco è scollato dalla realtà?
“Assolutamente sì. Io in consiglio comunale a Londra con i laburisti ho generalmente un buon rapporto. Khan invece… quando per sbaglio prendiamo lo stesso ascensore, non si degna di rivolgermi neanche uno sguardo!”.
Quindi lei con il suo avversario non ha mai parlato?
“No, mai! Mai avuto un incontro con lui. Khan non interagisce con nessuno”.
A Londra c’è una grossa emergenza abitativa: immobili proibitivi sia in affitto che in vendita, e tanti paperoni stranieri che fatto incetta. Non crede che sia il caso di permettere l’acquisto di nuove case solo a coloro residenti nella capitale da almeno cinque anni?
“È molto difficile una cosa del genere, perché molto spesso gli investitori stranieri sono quelli che mettono i soldi all’inizio dei lavori di un nuovo edificio o complesso abitativo. E così permettono la realizzazione dell’intero progetto. Per questo dobbiamo essere molto accorti su questo tema. Ma stiamo valutando alternative, che presenterò a breve. In ogni caso, abbiamo bisogno di nuove case”.
A Westminster qualcuno sussurra che lei potrebbe essere rimossa dalla corsa e sostituita con un candidato migliore…
“Ah, ma ci devono soltanto provare!”
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