L’inutilizzabilità, che dura ormai
da mesi, dei 33 milioni di metri cubi di acqua del lago Arancio,
è solo una delle ragioni al centro della protesta dei produttori
agricoli di Sciacca e Menfi, che questa mattina hanno promosso
un corteo di trattori, lungo la statale 115.
“Abbiamo avuto l’adesione di duecento colleghi, ma la
questura ha autorizzato non più di una ventina di mezzi a
sfilare”, dice Nino Ciaccio, presidente del movimento ‘Terra è
Vita’, promotore della iniziativa insieme a Giuseppe Gulli,
responsabile del Circolo Unione Rinascente dei Menfi.
“Siamo in ginocchio, la mancanza di acqua ha letteralmente
dimezzato i nostri raccolti, soprattutto l’ortofrutta, a partire
dai carciofeti”, dice Gulli.
La presenza dell’alga rossa sui fondali del lago Arancio ha
bloccato l’erogazione idrica dal bacino. Le numerose analisi
effettuate dall’Arpa non hanno ancora permesso di scongiurare
possibili pericoli. A peggiorare la situazione è arrivato anche
lo stop all’utilizzo della linea di adduzione tra le dighe
Garcia e Arancio, tuttora in manutenzione.
Gulli attacca l’Unione europea: “Attività produttive come la
nostra vengono continuamente vessate, ormai Bruxelles opera solo
a favore delle multinazionali, le piccole e medie imprese
agricole sono state abbandonate, si spendono risorse solo per
fornire armi ai paesi in guerra”.
Presenti alla manifestazione anche i sindaci di Sciacca,
Menfi e Sambuca di Sicilia. “Siamo al fianco dei produttori,
chiediamo di essere coinvolti nelle decisioni che vengono
assunte”, ha detto Vito Clemente, primo cittadino di Menfi.
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