La madre simbolo di Mariupol torna a fare discutere: “Ora fa campagna elettorale per Putin”

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KIEV – La chiamavano “la Madonna di Mariupol, la mamma bambina che usciva dall’ospedale pediatrico bombardato con il pancione e gli occhi tristi mentre tutto intorno erano solo macerie e sangue. Un anno e mezzo dopo, gli ucraini sono inorriditi: hanno scoperto che Marianna Vyshemirska, immortalata da un fotografato di Ap che per quel servizio drammatico vinse il Pulitzer, non solo vive felicemente tra Donetsk e Mosca e non ha mai nascosto di essere “filorussa” – cosa che l’aveva già posta nel girone delle traditrici – ma sta facendo apertamente campagna elettorale a favore di Vladimir Putin. Da madonna ad ammiratrice del Diavolo in persona è un bel tonfo agli inferi, visto da Kiev.

Da ieri sera, quando sui media ucraini si è diffusa a macchia d’olio la notizia dell’imprevedibile parabola della donna che era stata il simbolo dei crimini russi commessi sui civili di Mariupol, fotografata ora a raccogliere firme per la candidatura del presidente russo, l’ondata di indignazione per “la traditrice” è diventata dirompente. “Dio mi perdoni: è un peccato che non l’abbiano uccisa”, scrive Natalia tra migliaia di commenti impubblicabili.

Lo scandalo sui media ucraini

“Se pensavate di sapere tutto sulla bassezza e la smidollatezza umana – scrive l’agenzia ucraina Unian – allora vi sbagliavate profondamente. Marianna Vyshemirska, sopravvissuta al bombardamento russo di un ospedale ostetrico a Mariupol, ha firmato per Putin alle elezioni dicendo: ‘Per me questa scelta è ovvia, non vedo alcun motivo per cambiare. Nonostante le sanzioni e tutti i problemi, la Russia si sta sviluppando in modo dinamico. Protegge i suoi cittadini e lavora per rendere il domani migliore di ieri’”. E così da un’ucraina scampata al massacro e divenutane il simbolo arriva il più prezioso degli endorsement per il presidente russo.

Trasferita a Donetsk e poi a Mosca, raccontano media ucraini indignati come il Canale tv 24, “è stata nominata alla guida del Comitato per le iniziative sociali nella Fondazione Rodina (Patria ), vicina al Cremlino; realizza video di propaganda sul restauro di Mariupol e intervista i combattenti di Azov catturati”.

Il bombardamento sull’ospedale

La giovane mamma, che allora era in attesa di partorire, il 9 marzo del 2022 era nel reparto di maternità n.3 colpito – secondo gli ucraini e i giornalisti di Ap presenti – da un bombardamento russo. Il fotoreporter ucraino di Ap, Yevhen Maloletka, immortalò una mamma evacuata in una barella insanguinata che non riuscì a sopravvivere, e per quella fotografia vinse il Premio Pulitzer: era l’immagine dell’orrore, il servizio fotografico che testimoniava come i russi avessero attaccato un ospedale in piena operatività e non un nosocomio chiuso e occupato da soldati ucraini, come sosteneva Mosca cercando di nascondere un evidente crimine di guerra. Lo stesso Maloletka fotografò anche Marianna, in fuga dall’ospedale sulle sue gambe: prima con il pigiama a pois e il pancione nel reparto, poi con la coperta attorno e il volto schizzato di sangue tra le macerie del giardino devastato.

La dolcezza della maternità in arrivo e la furia della battaglia, la speranza nel futuro e l’orrore del presente. Marianna divenne il simbolo del male piovuto da Mosca. Ma Marianna, che ha 30 anni ed è nata a Donetsk, quando riapparve dall’oblio raccontò ai giornali russi una storia tutta diversa: a Vassilissa Nikolaeva di Komsomolskaya Pravda disse, da Mosca, che l’ospedale era occupato “dagli Azov” che usavano le partorienti “come scudi umani”; e raccontò di esplosioni e “finestre fatte saltare dall’onda d’urto”, del panico e della “fuga precipitosa: tutti correvano, mi hanno spintonato, sono caduta sul vetro, mi sono tagliata la pancia e la testa… Sono stata una degli ultimi ad uscire, ho chiesto a quel fotografo di non filmarmi. Ha detto: nessun problema. Ma non ha smesso di girare”. Disse di essere stata poi intervistata da Ap dopo il parto, a Mariupol, prima di essere evacuata dai russi a Donetsk, e di avere “raccontato loro tutto, proprio come vi dico adesso. Hanno lasciato solo ciò di cui avevano bisogno, ma già a Donetsk mi arrivarono messaggi dall’Ucraina: ora ero il loro nemico”.

Da blogger a propagandista

Prima della guerra, Marianna curava il suo blog da stellina locale del trucco e parrucco, 30mila iscritti a godersi i consigli sulla cosmesi. Ora ha cambiato genere: sui suoi canali social è tutta geopolitica e propaganda. “Il volto del dolore di Mariupol ora firma a sostegno di Putin”, scrive Unian ricordando il paradosso dei paradossi: in quei giorni dolenti in cui l’Ucraina e l’Occidente accusavano i russi dei crimini nella città martire del Mar Nero, Mosca replicava che fosse tutta una messa in scena. I russi sostenevano che quella ragazza, proprio Marianna con il volto insanguinato che ancora non conoscevano, fosse “un’attrice” come tutte le altre puerpere e partorienti, “messe lì in scena” come comparse per un servizio di pura propaganda contro il Cremlino.

Ora la musica è proprio cambiata: “Una stronza, come la maggior parte degli abitanti della regione di Donetsk”, la insulta Andriy sui social tra migliaia di ucraini inviperiti con lei in un Paese dilaniato da due anni di invasione e da dieci anni di conflitto, nel suo est ribelle, per mano russa. E Marianna la Madonna di Mariupol è diventata “traditrice della Patria” del sito Myrotvorets (la colonna infame ucraina con gli obiettivi politici di Kiev, tollerata dalle istituzioni, in cui si mettono alla berlina gli invisi: c’è anche Andy Rocchelli, il fotografo italiano ucciso nel Donbass): Marianna è “complice dei criminali di guerra russi – dice la sua scheda – partecipa a operazioni speciali di informazione della Russia aggressore e terrorista contro l’Ucraina e le forze armate ucraine. Partecipa agli interrogatori dei prigionieri di guerra ucraini. Ripetuto attraversamento illegale e cosciente del confine di stato dell’Ucraina (intendono l’ingresso nei territori occupati, ndr.). Modella, blogger”.

La propaganda gioca alla fune, e tira forte dalla propria parte a prescindere da tutto. Marianna vittima, Marianna traditrice; Marianna comparsa, Marianna testimone. Ma quelle foto e quel dolore – le ragazze con il pancione insanguinato, le macerie di un ospedale – sono un racconto incancellabile dell’orrore di un’invasione.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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