L’ultimo numero 11 del Cagliari
prima del ritiro della maglia di Gigi Riva sarà domani a Bonaria
per salutare Rombo di Tuono. È Rocco Sabato, ha giocato per due
anni con la maglia rossoblù conquistando una promozione in A e
una salvezza tra il 2003 e il 2005. La simbolica consegna della
maglia risale al 9 febbraio 2005: una cerimonia prima della gara
tra Italia e Russia giocata al Sant’Elia.
“Riva è stato un campione, ma anche una persona eccezionale –
racconta all’ANSA Sabato – ricordo che anche in quell’occasione
fece di tutto per mettermi a mio agio. Io ero molto giovane e
lui si preoccupava di chiedermi come stessi, cercando di
coinvolgermi. Una grande umanità e umiltà. Rimasi molto colpito.
E feci una promessa: quando questo campione se ne andrà via, io
voglio essere lì per l’ultimo saluto. Quando ho saputo quello
che è successo, ho preso informazioni e biglietti: sarò a
Cagliari per mantenere la promessa”.
Riva nel destino: “Sono anch’io mancino – racconta Sabato,
che ora lavora nel campo della formazione per l’Associazione
Italiana calciatori e vive a Pavia – e quando ero piccolo avevo
sempre la maglia numero 11, giocavo da attaccante. Mi riconosco
in lui anche nella semplicità, nell’amore per le cose semplici e
per il mare. Quella maglia numero 11 è capitata sulle mie spalle
quasi per caso, era stata tirata a sorte tra me, Langella e
Albino (altri due protagonisti della promozione in A con Reja,
ndr)”.
Cagliari nel cuore: “Insieme a Catania il posto in cui sono
stato meglio. Mi sono sempre detto: se mai dovessi cambiare
città, ecco vorrei stare in Sardegna, mai dire mai”. Con il
Cagliari nessun gol, contro il Cagliari uno che regalò la
vittoria al Catania al 90′. E fu un gol alla Gigi Riva, una
bomba su punizione tesa e bassa come l’ultimo gol di Rombo di
Tuono contro il Como: “Mi dispiace avere fatto quel gol proprio
contro il Cagliari – ricorda Sabato – ma evidentemente era
destino, un modo per chiudere il cerchio in due squadre
bellissime. Ricordo ancora: il mio compagno di squadra Tedesco
si mise in barriere e disse di tirargli addosso. Lui chiaramente
poi si spostò. E la palla entrò in rete”.
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