In particolare, secondo l’istituto di credito “il contratto di servizio con Accenture rimarrà operativo così come gli impegni presi da entrambe le parti” Bnl infine provvederà, con effetto immediato, a ripristinare il rapporto di lavoro con i colleghi interessati dalla sentenza e ad avviare un percorso di informazione e confronto con le organizzazioni sindacali. Per Tommaso Vigliotti, Segretario Nazionale di Unisin e segretario responsabile per il gruppo Bnl/Bnp Paribas. “Quelle cessioni sono illegittime, i presunti rami d’azienda non rispettano i requisiti fissati dalla normativa vigente: ne eravamo convinti quando abbiamo osteggiato in tutti i modi quelle operazioni, rinunciando a sottoscrivere accordi capestro e che sarebbero stati anche immorali”. “Bnl avrebbe dovuto ascoltare le nostre ragioni anziché andare ciecamente avanti nel proprio progetto che ora viene smentito dai giudici” spiega la segretaria nazionale Uilca Mariangela Verga.
“Questa è la prova che avevamo ragione come Fabi nel sostenere sempre che tutte le esternalizzazioni di Bnl non avessero un supporto giuridicamente sostenibile” dichiarano i rappresentanti Fabi in Ast. “Questa operazione di esternalizzazione ha una portata mai registrata nel settore bancario in Italia, in quanto ha riguardato, oltre i 508 lavoratori sopra indicati, anche altri circa 300 del settore di Information Technology della stessa Bnl, per un totale di circa 800 dipendenti”. Dei 508 lavoratori ceduti circa 360 hanno impugnato in Tribunale la cessione sostenendone l’illegittimità.
La decisione del giudice del Lavorodi Roma, che ha dichiarato illegittima la cessione del ramo d’azienda Bnl ad Ast, società del gruppo Accenture, dimostra che avevamo ragione nel denunciare la violazione delle norme da parte dell’azienda. Questa sentenza, così come quelle che l’hanno preceduta, deve rappresentare un monito nei confronti di chi pensa sia possibile tagliare i costi a scapito dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”. A dichiararlo è il segretario nazionale di First Cisl Fabio Brunamonti
Un segnale importante, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, e che dimostra come non sia possibile ledere diritti e norme”. Così la Fisac Cgil Bnl commenta la decisione del giudice del Lavoro di Roma di dare torto alla Bnl dichiarando illegittima la cessione di ramo d’azienda in Ast, società parte del Gruppo Accenture, aggiungendo che: “Il castello di carta messo in piedi dalla Bnl è venuto giù con il vento della lotta. Una lotta intrapresa dalle tante lavoratrici e dai tanti lavoratori che non si sono piegati alle logiche di un’azienda interessata esclusivamente al suo profitt
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