“Abbiamo fatto un primo ciclo di questo format durante il lockdown – spiega De Bellis all’ANSA -. E’ un programma che indaga sul futuro: ci troviamo di fronte alla trasformazione epocale dell’IA che è entrata prepotentemente nelle nostre vite. SkyTg24 vuole prendersi l’onere di capire e spiegare questa rivoluzione, concentrandosi non sulla tecnologia, ma sulle ricadute che ha nella vita di tutti i giorni”. In questo ciclo, in onda da giovedì 25 gennaio alle 20.40, saranno affrontati tutti gli aspetti relativi a questa rivoluzione: il racconto delle radici della scienza e della tecnologia che ha portato allo sviluppo dell’IA, la spiegazione del vocabolario necessario per comprendere l’argomento, le sue applicazioni pratiche in tutti i settori economico-produttivi come medicina, industria, finanza, cultura, spettacolo, business, informazione.
Ospiti del primo episodio, per parlare delle nuove normative che regolamenteranno il settore: Oreste Pollicino, rappresentante italiano presso il managing Board dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali di Vienna, Andrea Renda, Direttore scientifico del CEPS, e Mariarosaria Taddeo, Professor of Digital Ethics and Defence Technologies all’Oxford Internet Institute. “La cornice su cui ci muoveremo è quella dell’Europa – sottolinea ancora De Bellis -, che è più avanti di altre istituzioni in particolare per la regolamentazione dell’IA Act, anche per capire le differenze con Stati Uniti e Cina”.
Lo scopo rimane quello di raccontare ciò che sta accadendo, approfondendo ciò su cui l’intelligenza artificiale incide di più: la conoscenza, i comportamenti, l’etica, la convivenza, il rapporto con la verità, il nostro modo di lavorare e, soprattutto, di vivere. “I temi di cui ci occuperemo nelle puntate, dopo aver analizzato gli aspetti normativi legati all’IA – fa sapere ancora il direttore di SkyTG24 -, sono le ricadute sul lavoro, sull’informazione, sui conflitti intesi in senso ampio, non solo quelli armati, ma anche quelli economici, commerciali, sociali e infine una chiusura più generica sul futuro, con un ragionamento più ampio per capire come saremo noi e come cambierà il nostro modo di stare al mondo”. Focus anche sui temi legati all’informazione.
“Il principale rischio che vedo non è la sostituzione dell’essere umano con la macchina, ma l’industrializzazione delle fake news con la possibilità di costruire verità parallele – argomenta De Bellis -. Però, insieme al problema vedo anche la soluzione, perché la forza dell’intelligenza artificiale è che si può usare sullo stesso terreno per consentire, in un tempo molto più contenuto, di stanare le fake news. In generale, vedo la possibilità di aiutare i giornalisti a fare meglio il loro lavoro. Possiamo delegare alla macchina i lavori routinari e meccanici, dedicando le nostre intelligenze a compiti di più alto profilo. Vedo anche la possibilità di avere a disposizione un patrimonio di informazioni enorme, con un incrocio di fonti unico nella storia dell’umanità”.
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