AGI – Sono attualmente tra i 400 e i 500 i lavoratori dell’indotto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, a Taranto, per i quali le imprese hanno fatto richiesta di cassa integrazione ordinaria.
“Ad un primo stock di 200 dei giorni scorsi, si è aggiunta la Semat Engineering con altri 240. Se poi anche le altre realtà apriranno alla cassa integrazione, chiaramente il numero è destinato a salire, poichè ciascuna azienda va dai 60 agli 80 dipendenti”: Così’ Davide Sperti e Mimmo Amatomaggi della Uilm riassumono la situazione delle imprese appaltatrici del siderurgico, strette tra mancati pagamenti, ordini di lavoro scarsi e prospettive molto incerte. E Amatomaggi aggiunge che per gli stipendi di dicembre in pagamento in questi giorni di gennaio, “alcune aziende hanno confermato il pagamento, mentre altre hanno detto di avere difficoltà”.
In questo momento la preoccupazione riguarda l‘amministrazione straordinaria alla quale verrebbe assoggettata Acciaierie, ma anche la tenuta in futuro della società.
“Sicuramente attiveremo la cassa da subito – afferma Fabio Greco, presidente di Aigi, l’associazione dell’indotto – e quindi già da oggi partiranno altre richieste. Per Aigi, la cassa la stanno chiedendo tutte le imprese nostre associate. Valutiamo che la cassa potrebbe riguardare come numero massimo 2mila dei 4mila addetti delle associate, ma tra ieri e la scorsa settimana l’abbiamo già chiesta per 5-600”. In ogni caso, sindacati e associazioni delle imprese hanno deciso di aspettare il confronto di domani con i ministri Urso (Imprese) e Calderone (Lavoro) che sarà specifico su indotto e ammortizzatori sociali. Si vogliono capire e approfondire le misure che il Governo ha in cantiere anche migliorando il testo del recente decreto legge.
Anche oggi, intanto, Aigi ha confermato la stessa forma di protesta avviata ieri: al siderurgico vengono assicurate, come imprese e addetti, solo le prestazioni strettamente necessarie alla sicurezza e null’altro come lavori e forniture proprio perchè l’indotto avanza ancora molti soldi. Fermi anche i trasportatori di Casartigiani, tornati a presidiare con i loro mezzi il piazzale della portineria C, protesta cominciata il 2 gennaio, poi sospesa per qualche giorno a fronte di un primo stock di pagamenti, e poi ripresa dopo il varo del decreto legge da parte del Governo che apre la strada all’amministrazione straordinaria nell’ex Ilva. Il confronto di domani con i ministri dovrebbe essere in video call.
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