“La presidente della Regione,
Donatella Tesei, anche nel Consiglio regionale di ieri ha
richiamato i Comuni a fare la loro parte rispetto all’aeroporto
‘San Francesco’ e la stampa ha rilanciato la cosa come un chiaro
richiamo al Comune di Assisi. Ancora una volta, quindi, il
Comune è costretto a fare opera di chiarezza e trasparenza sul
perché non può sborsare illegittimamente soldi pubblici”: a
dirlo è il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas
De Luca. Che interviene con una “nota congiunta con l’assessore
al Turismo del Comune di Assisi, Fabrizio Leggio”.
“L’Amministrazione comunale di Assisi – si legge nella nota
– ha preso atto con piacere della significativa crescita
dell’aeroporto internazionale San Francesco d’Assisi e riconosce
il grande lavoro portato avanti dal cda. Tuttavia, nutre forti
perplessità sulla reiterata richiesta di contributo ‘in conto
gestione’ per il piano industriale 2022-’24. La legittimità del
contributo è in dubbio anche sulla scorta delle indicazioni che
la Corte dei conti ha fornito al Comune di Assisi. La Corte,
richiamando la corrente giurisprudenza, in sostanza, limita
fortemente il potere delle amministrazioni pubbliche,
segnatamente nell’impegnare risorse economiche e nell’effettuare
trasferimenti straordinari già per ripianare posizioni debitorie
delle società partecipate”.
Sul piano politico, poi, per De Luca “il continuo richiamo al
presunto mancato versamento da parte del Comune di Assisi sembra
essere solamente un attacco politico all’amministrazione
Proietti”. “Visto che – aggiunge – ci si dimentica
sistematicamente di citare il fatto che anche l’amministrazione
di Perugia non ha mai versato il contributo. Probabilmente è un
maldestro tentativo per sviare l’attenzione dei cittadini dalla
disastrosa situazione in cui versa la sanità umbra,
tangibilmente peggiorata sotto tutti gli aspetti negli ultimi
cinque anni. I cittadini non sono stupidi, vivono
quotidianamente il disagio di dover essere sballottati su e giù
fra i pochi ospedali della regione, le interminabili code ai
pronto soccorso e l’impossibilità di accedere alla diagnostica
pubblica in tempi ragionevoli e difficilmente potranno essere
distratti da questa cantilena”.
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