”Le pubblicazioni quando era in vita dicevano che era nata nel 1900 o 1902, ma poi si diceva sempre che era più grande della sorella Adriana nata nel 1899, di conseguenza doveva essere nata come minimo nel 1898…ma non si era mai saputo con certezza”.Ora la storica dell’arte sta preparando ”una mostra per il Museum of fine arts di San Francisco molto importante, che aprirà il 12 ottobre per poi passare a Houston: un centinaio di opere tra quadri (70-80)e disegni. E’ la prima mostra negli Stati Uniti dopo quella catastrofica del 1941. In questo momento Tamara de Lempicka è di grande moda da quelle parti, c’è il centenario dell’Art deco, c’è un musical che andrà in scena a marzo su di lei. Però finora è stata sempre considerata più un personaggio che un’artista”. Anche lavorando alla mostra ha fatto passi in avanti: ”ho scoperto questa traccia si, perchè nel 29 arriva a New York, poi parte col treno va a Santa Fe, infine a San Francisco, dove vende un quadro ad un signore che dopo poco finisce all’asta. Viaggio di cui non si sapeva quasi nulla”. E’ mentre lavora a questi materiali Usa che Gioia Mori viene ”contattata da una produttrice americana di spettacolo che ha fatto un documentario. Mi ha mostrato due fogli ritrovati da un’archivista polacca che documentano le conversioni di tre bambini dalla religione ebraica a quella ortodossa, e una delle tre è Tamara. Mi passa questi fogli in forma un po’ anonima, sono moduli con parti a stampa in tedesco, parti a mano in cirillico: vado dalla mia filologa russa ed è russo. Mi traduce le tre sezioni che parlano proprio di Stanislao, Tamara Rosa e Adriana, i tre fratellini. Sono i loro tre certificati di conversione da fede ebraica a ortodossa, nel 1897. Sono tutti nati prima: lei il 16 giugno del 1894 quindi si toglieva sei anni. Era stupenda, meravigliosa! Sono sbagliate anche quelle del fratello e della sorella: lui era nato nel ’94 e la sorella nel 95, tutta un’altra cosa. ” Che cosa cambia? ”Così cambia tutto, ad esempio la prima mostra nel 1922 aveva 28 anni non era proprio una bambina come voleva far credere, la prima monografica ne aveva 31. Non poteva pensare che avremmo digitalizzato tutto e scoperto tutti i suoi affari. E’ un dato fortemente destabilizzante per chi la ama, e sono in tanti, hanno fatto anche un google per la sua data di nascita”. Ora quindi la mostra sarà a ”130 anni esatti dalla sua nascita”. Il personaggio Tamara de Lempicka a questo punto diventa ancora piu poliedrico. In più certifica l’avvenuta conversione, altro punto oscuro. Perchè cambiare la data di nascita? ”In primo luogo per pura vanità, all’epoca si faceva. Poi per motivi simbolici, ho pensato. Frida Kahlo ad esempio cambia la data di nascita dal 1907 al 1910, perchè è l’anno della rivoluzione. Allora ho pensato che lei voleva essere la donna della modernità del secolo nuovo, non voleva essere nata nell’Ottocento. Ma anche perchè amava mentire. Quando arriva a Parigi racconta che il fratello era morto, invece non era vero ma lui era comunista ed era rimasto nella Polonia comunista, cosa che lei non voleva accettare. Era così”. Tanti anni insomma passati da Gioia Mori con Tamara: ”ne valeva la pena. Grazie a lei ho conosciuto delle persone splendide: il gallerista, l’ultimo compagno, alcuni collezionisti che ho nel cuore, persone incredibili come Jack Nicholson, uomo raffinatissimo con cui mi scrivo. Tanti dello spettacolo e della moda di cui non posso fare il nome. Madonna? No lei no. Gli ho scritto tante volte per avere i suoi quadri in prestito, pensavo fosse un dovere di condividerli con il resto del mondo, ma invece lei mi ha risposto sempre che per vederli bisogna compranserli. Un quadro che vale 20 milioni?”.
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