Budapest, il padre di Ilaria Salis: "L'ambasciata in Ungheria sapeva di mia figlia in catene" | Tajani: "Stavolta si è ecceduto, violate le norme comunitarie"

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Tgcom24




 

“Mia figlia deve essere portata via”

 Il racconto del padre Roberto Salis: “Sapevo che sarebbe stato emotivamente molto difficile, per me e mia moglie, vederla in catene in tribunale – spiega al “Corriere della Sera” -. Di fronte a questo, certo, non mi fermo, anzi, mi sento sempre più motivato a tirarla fuori di lì”. 

 

L’incontro con Ilaria

  Il padre è riuscito a vedere sua figlia per la prima volta da un anno, “senza un vetro divisorio in mezzo a noi”. “È entrata a testa alta, con il sorriso – dice -. Il processo? Lei dice di essere innocente e assicura che lo dimostrerà in aula. Ma il punto è un altro: bisogna tirarla fuori da lì”. Inaccettabili, insiste, le condizioni in cui viene detenuta, privata dei diritti fondamentali di una cittadina italiana, in un Paese europeo.

 

 

Sbloccati i colloqui con i genitori

 “Fortunatamente per quando riguarda i genitori di Ilaria, la situazione si è sbloccata: i colloqui sono stati vietati per ben 7 mesi. Adesso hanno i colloqui ma solo due al mese che si svolgono con modalità particolari, senza contatto diretto e attraverso un vetro divisorio perché Ilaria è sottoposta a un carcere duro, come il 41bis in Italia, in un carcere di massima sicurezza”. Lo ha spiegato l’avvocato Eugenio Losco, uno dei legali di Ilaria Salis.

 

“Non è civile”

  “Non è civile – attacca – celebrare un processo equo in queste condizioni. Mi sarei aspettato una indignazione trasversale. Invece mi tocca leggere ancora certi titoli che la definiscono ‘l’anarchica’. Mia figlia ha preso le distanze da certe posizioni da tempo. Lei è un’antifascista. Punto”. 

 

“L’ambasciata sapeva e non ha detto nulla”

 “Credo che l’ambasciata italiana abbia partecipato ad almeno quattro udienze in cui mia figlia è stata portata in queste condizioni davanti al giudice”, ha detto ancora ad Agorà Rai Tre Roberto Salis. “Noi fino al 12 ottobre, quando mia figlia ha scritto una lettera, non avevamo evidenza del trattamento che stava subendo nostra figlia – ha aggiunto -. Gli unici che lo sapevano e non hanno detto nulla sono le persone dell’ambasciata italiana in Ungheria”. 

 

I domiciliari “impossibili”

 Roberto Salis dice che deve incontrare l’ambasciatore in Ungheria ma spiega che, nonostante i contatti di questi mesi con l’ambasciata, non c’è stato nessun risultato. E sulla questione che Ilaria possa restare ai domiciliari nel suo Paese, Salis chiarisce quali ostacoli ci siano: “Ci hanno detto che, dal momento che è una legge del 2009 mai applicata, allora non si può attuare”. 

 

Tajani: “Violazione delle norme comunitarie”

 Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parole dure per il trattamento riservato all’insegnante a Budapest e dice, in un’intervista a Radio Anch’io: “Questa volta mi sembra che si sia ecceduto. Questa è violazione delle norme comunitarie e non è in sintonia con la nostra civiltà giuridica. Gli avvocati devono chiedere gli arresti domiciliari in Italia”. Il vicepremier precisa inoltre che anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha incontrato il padre di Ilaria e sta seguendo da vicino il caso. 

 

“Orban non decide i processi”

 “Se ho parlato con Meloni” del caso “visto il rapporto che c’è con Orban? Se vogliamo parlare in punta di diritto, Orban non c’entra niente. Non è che il governo decide il processo. La magistratura è indipendente”, osserva poi Tajani. “Il problema – spiega il titolare della Farnesina – è vedere se sono state rispettate le regole prima o dopo, non è che noi possiamo intervenire, l’Ungheria è uno Stato sovrano. Noi possiamo soltanto fare delle proteste” sulle modalità di trattamento dei detenuti.

 

Farnesina: Budapest valuti alternative al carcere

 E proprio su istruzioni di Tajani, il segretario generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, ha convocato al ministero degli Esteri l’incaricato d’Affari della Repubblica di Ungheria. “Nel ribadire la protesta del governo italiano per le condizioni” in cui Ilaria Salis è detenuta e viene trattenuta nelle udienze, Guariglia “ha espresso la ferma aspettativa del governo” affinché alla Salis sia accordato “al più presto un regime di custodia cautelare in linea con la normativa europea, incluse misure alternative alla detenzione in carcere”. 

 

Il Servizio carceri in Ungheria: “Falsità sulle condizioni di Salis”

 “Le accuse mosse dai media italiani e ungheresi” sulle condizioni della detenzione di Ilaria Salis “sono false e l’organizzazione carceraria le respinge con forza”. E’ quanto si legge in una nota del Servizio statale penitenziario ungherese, che bolla come “triste e immorale il fatto che queste calunnie siano riportate dalla stampa senza consultare la controparte”. La nota cita le accuse di Carmen Giorgio, ex compagna di cella di Salis, che ha raccontato di letti pieni di cimici, topi, di maltrattamenti e uso di catene. “Una prigione è  una prigione perché non fornisce i servizi di un albergo a pù stelle – scrivono ancora i vertici del Servizio carceri -. Diamo ai detenuti tre pasti al giorno e la qualità non è certo vicina allo standard di un ristorante stellato Michelin, ma soddisfa i requisiti di una dieta sana”. Il sistema penitenziario ungherese è sotto la supervisione del ministero dell’Interno. 

 

 

Il difensore di Ilaria Salis: “L’ambasciatore italiano chiederà i domiciliari al ministro della Giustizia”

 Dopo gli appelli arrivano buone notizie da Eugenio Losco, uno dei legali italiani di Ilaria Salis, da 11 mesi detenuta in Ungheria con l’accusa di aver partecipato all’aggressione a due estremisti di destra.  “C’è stato un primo incontro con l’ambasciatore Manuel Jacoangeli e per la prima volta c’è un concreto interesse ad appoggiare la nostra richiesta che Ilaria torni a casa e sia liberata. E questo si può realizzare con la misura dei domiciliari in Italia. Oggi l’ambasciatore ha un primo incontro al ministero della Giustizia ungherese che affronterà il caso”, afferma il legale.

 

Ungheria: “No comment, caso delicato”

 “Non commentiamo, sono questioni delicate”. E’ quanto spiegano fonti diplomatiche ungheresi interpellate sul caso della detenzione di Ilaria Salis. Budapest non conferma inoltre che ci sia in programma un bilaterale per discutere del caso tra il premier Giorgia Meloni e il primo ministro ungherese, Viktor Orban, a margine del vertice dei 27 di giovedì a Bruxelles.

 

M5s chiede un’informativa urgente a Meloni sul caso Salis

 Intanto il caso Salis infiamma il dibattito politico e il Movimento 5 Stelle, attraverso le parole del Capogruppo alla Camera Francesco Silvestri, chiede un’informativa urgente al premier Meloni: “La gravità della situazione richiede informazioni e interventi immediati. Vogliamo capire se il governo, tramite la Farnesina, già sapeva delle condizioni di Ilaria. Ci auguriamo che Giorgia Meloni metta gli interessi dei cittadini italiani prima di quelli di Orban”.

 

Opposizioni in capigruppo Senato: Meloni riferisca

 Tutte le opposizioni hanno inoltre chiesto, durante la capigruppo del Senato, che si svolga un’informativa di Giorgia Meloni in Aula sulla vicenda Salis. A riferirlo sono stati i presidenti dei gruppi di minoranza al termine della riunione. 

 

Lollobrigida: “Non ho visto le immagini, non commento”

 Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. “Non ho visto le immagini, ora lo farò. Non commento cose che non ho visto”.

 

Amnesty: norma europea su domiciliari, ma controversa

 Sulla vicenda Salis, il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, ha spiegato che “potrebbe essere applicata una norma del 2009 del Consiglio europeo sul reciproco riconoscimento delle decisioni sulle ‘misure alternative alla detenzione cautelare’, che in questi casi prevede per il detenuto una serie di misure alternative, come i domiciliari. Essa potrebbe non necessariamente essere applicabile solo a condanna definitiva, ma anche prima. È sicuramente un discorso controverso, perché una recente sentenza della Cassazione ha sottolineato che – nell’ambito applicativo – il relativo decreto legislativo del 2016 si riferisce esclusivamente alle misure cautelari non detentive”. 

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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