Se il settore digitale fosse una nazione, si collocherebbe al quinto posto tra i maggiori emettitori di anidride carbonica a livello mondiale, contribuendo al 3,8% delle emissioni totali: per dare un’idea, è un valore quattro volte più elevato di quello della Francia. Oltre alle emissioni di CO2 generate dai dispositivi digitali, che sono passate dal 2% nel 2008 al 3,7% nel 2020, particolarmente preoccupante è anche l’impatto delle tecnologie ad alta intensità energetica come l’IA.
A questo si aggiunge l’ulteriore problema inerente lo smaltimento dei prodotti tecnologici, che contribuisce alle emissioni di gas serra, comporta rischi ambientali a causa di sostanze pericolose come il mercurio, il piombo e il cadmio che possono contaminare aria e suolo, e contribuisce anche alla deforestazione con i processi di estrazione mineraria di questi materiali. Basta pensare che la produzione globale di rifiuti elettronici è stata di 53,6 milioni di tonnellate nel 2019, e si prevede che entro il 2030 raggiungerà i 74,7 milioni di tonnellate.
“Considerando questo scenario preoccupante, è imperativo adottare strategie di sostenibilità anche in questo ambito e implementare tecnologie che rispettino l’equilibrio tra progresso tecnologico e responsabilità ambientale”, afferma Davide Bianchi, Tecnico Responsabile di Mia-Platform, azienda tech di Milano specializzata nella creazione di piattaforme e applicazioni digitali. “Costruire un futuro digitale sostenibile è un investimento nel bene comune e per le generazioni che verranno – continua Bianchi – e può rappresentare anche un vantaggio competitivo per le aziende attente a preservare il nostro Pianeta”.
Secondo gli esperti di Mia-Platform, il settore ha il potenziale per ridurre le proprie emissioni globali e ci sono già possibili strategie che l’industria può adottare. Ne sono un esempio i software come kube-green, ideato da Davide Bianchi, che consente di ridurre del 30% le emissioni di CO2 delle infrastrutture inutilizzate che consumano elettricità al di fuori dell’orario lavorativo, offrendo la possibilità di personalizzare il momento in cui spegnerle e riattivarle. Altre soluzioni prevedono lo sviluppo di software progettati per massimizzare l’efficienza energetica e, al contempo, ridurre al minimo le emissioni di gas serra, e la collaborazione con aziende o associazioni che privilegiano la sostenibilità, ad esempio utilizzando energia green od occupandosi di prolungare l’utilizzo o smaltire in modo corretto i prodotti tecnologici a fine vita.
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