Neuralink, ecco come funziona il microchip di Elon Musk da impiantare nel cervello

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A cosa serve Neuralink

 Oggi si punta ad aiutare l’essere umano tetraplegico ad avere una vita sociale attraverso pc e smartphone. Allo stesso modo adesso Neuralink serve per curare chi è soffre di Sla o del Parkinson. Domani l’interfaccia neurale impiantabile potrebbe essere una scorciatoia tra essere umano e intelligenza artificiale.

Da cosa è composto il device

 Le componenti, rese note da alcuni report sul sito di Neuralink, sono essenzialmente quattro. Si va da una chiusura biocompatibile, necessaria per mantenere isolato il microchip all’interno del cranio alla batteria al litio, ricaricabile dall’esterno per induzione. Quindi serve tutta l’elettronica per decodificare i comandi del cervello da inviare al personal computer o allo smartphone. Infine, come detto, i fili sottilissimi per registrare l’attività neuronale fornita da 1024 elettrodi.

Come funziona Neuralink

 L’intervento, conosciuto come brainjacking (ossia intrusione forzata di dispositivi nel cervello) è di quelli invasivi. Secondo indiscrezioni dovrebbe durare almeno tre ore e si divide in due fasi. Nella prima il chirurgo deve procedere a una craniectomia, ossia la rimozione di un parte di cranio per fare spazio al microchip (grande poco più di due centimetri). Dopo due ore di operazione il chirurgo si ferma e cede il passo a un robot chirurgico chiamato a piazzare 64 fili sottilissimi e flessibili nella regione del cervello che supervisiona l’intenzione del movimento. La seconda fase potrebbe durare mezz’ora. 

Si vede all’esterno l’impianto di Neuralink?

  Secondo una nota ufficiale dell’azienda il chip sarà completamente invisibile all’esterno. Il paziente, una volta a regime, potrà spostare il mouse e digitare sulla tastiera senza muovere l’arto.

Chi è il primo paziente?

  Elon Musk e, soprattutto, etica e privacy impediscono al momento di rendere nota l’identità del primo tester. Tempo fa,  gli addetti ai lavori tracciarono un profilo di massima del potenziale paziente zero: “un interfaccia neurale impiantabile potrebbe essere testato da un adulto con meno di 40 anni con paralisi a braccia e gambe”.

Si cercano volontari

Neuralink è sempre alla ricerca di volontari per la sperimentazione umana. I requisiti sono i seguenti: il paziente deve essere statunitense, maggiorenne, in grado di manifestare la sua adesione al test. Inoltre deve essere affetto da una o più malattie come tetraplegia, paraplegia, perdita della vista o di udito, incapacità di parlare e/o amputazione di un arto. Oggi sarebbero 11 quelli che rispondono in pieno alle richieste dell’azienda.



IGN




Quanto costa Neuralink

 Elon Musk, imprenditore chiacchierato ma visionario in più di un settore della tecnologia, punta moltissimo su Neuralink. La società è stata fondata nel 2016 con due sedi principali, San Francisco e Austin. Il bilancio 2023 parla di 360 milioni di dollari raccolti e circa 400 dipendenti. L’impresa è valutata cinque miliardi di dollari. Secondo gli addetti ai lavori il costo di un microchip è di diecimila dollari: al paziente ne vengono chiesti quattro volte tanto.

Neuralink e le scimmie: le polemiche

 Immancabili quando c’è di mezzo un personaggio come Elon Musk. Nel mirino stavolta il fondatore di Tesla e proprietario di X c’è finito perché nella prima fase di sperimentazione i suoi ingegneri hanno usato animali, forse troppi. Neuralink è stata accusata di aver violato l’Animal Welfare Act, il testo che disciplina il comportamento di un ricercatore durante il test su animali. Si parla di un totale di 1.500 cavie tra pecore, maiali e scimmie. L’ultima di queste fu mostrata nel 2021: la scimmia, con il sistema Neuralink impiantato nella testa, era capace di giocare da sola a un videogioco.

Sull’intero progetto scientifico sono ancora in corso verifiche da parte della Food and Drug Administration. A livello finanziario è stata presentata una formale richiesta alla U.S. Securities and Exchange Commission di verificare se il tycoon abbia ingannato gli investitori sulla sicurezza della sua tecnologia dopo che alcune cavie avevano mostrato paralisi, convulsioni e gonfiore del cervello.

I punti di domanda

  Davanti a una rivoluzione del genere sono innumerevoli. Dai più semplici legati alle batterie al litio installate nel cranio a quelle più complesse, come lo stop alla stimolazione nervosa autonoma o danni ai tessuti.

source

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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