‘Pandemio’ è il titolo
dell’esposizione di Sergio Padovani che i Musei di San Salvatore
in Lauro a Roma ospitano fino al 9 marzo. La mostra, a cura di
Cesare Biasini Selvaggi con Francesca Baboni e Stefano Taddei,
raccoglie 60 dipinti, quasi tutti inediti, di grandi e piccole
dimensioni e di recente produzione dell’artista modenese,
protagonista di un’arte figurativa visionaria, fondata su
composizioni fantastiche e allucinate, su scene inquietanti e
paesaggi incendiati da venature crudeli dalle reminiscenze
fiamminghe. E’ un viaggio nell’immaginario psichedelico di
Padovani, che è un artista visuale e musicista, dove il suono
diviene visione e la pittura musica in un dialogo continuo tra i
due linguaggi. E’ un viaggio nelle paure, nelle inquietudini,
nel tormento sociale, politico e profondamente intimo
dell’artista. “Ogni composizione – spiega Cesare Biasini
Selvaggi, curatore e segretario generale della Fondazione The
Bank – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea, che
ha organizzato la mostra – è una preghiera laica, una
contemplazione carica di enigmatici piani narrativi, temporali e
musicali ed è abitata da un universo in eccesso, ricco di
dettagli e di diverse letture che mescolano aspetti
classicheggianti a creature oniriche dalle forme bizzarre colte
nella loro espiazione, sull’orlo del baratro. E, tuttavia, sullo
sfondo di ogni pittura balena il lampo della possibilità
visionaria di redenzione per l’umanità, quindi di fede nella
salvezza”. La tecnica delle opere è pittura su pittura con
tecniche imprevedibili: pigmenti, bitume e foglia oro, mescolati
in modo originale da Padovani. Il percorso espositivo è
completato da un video, che l’artista ha realizzato con
l’ausilio dell’intelligenza artificiale e con ‘Macchina
Anatomica’, brano tratto dall’album d’esordio, che uscirà in
primavera. I sottotitoli guidano lo spettatore
nell’interpretazione delle immagini, spingendolo a vivere il
senso ultimo del proprio destino, rappresentato in metafora da
un enorme insetto in continua modificazione, evoluzione e
regressione. Dal 16 marzo al 5 maggio la mostra sarà allestita a
Modena, nel Complesso di San Paolo, ex Chiesa e Sala delle
Monache.
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