AGI – Sale di intensità la protesta degli agricoltori anche in Italia. Come accade da giorni in Francia, Germania, Belgio, Olanda, Polonia, Romania, da Nord a Sud si moltiplicano i presidi di protesta con trattori e mezzi meccanici nel tentativo di bloccare statali e caselli autostradali.
Un uomo è morto mentre si trovava in colonna con la propria autovettura nella zona di Cropani Marina, a poche centinaia di metri dal punto di presidio degli agricoltori di Botricello, sulla strada statale 106 nel catanzarese. L’uomo era in colonna insieme alla figlia, quando è stato colto da infarto. Per facilitare i soccorsi, visti i disagi al traffico, è stato allertato l’elisoccorso, ma l’uomo è morto poco dopo.
Nuova protesta anche nei pressi del casello autostradale dell’A1 a Orte, nel viterbese. I dimostranti hanno tentato di bloccare il traffico, si sono registrati momenti di tensione. Le forze dell’ordine hanno consentito di mantenere la circolazione stradale regolare. “Questa protesta proseguirà a oltranza finchè non avremo risposte dal governo”, spiega all’AGI Domenico Chierici, uno degli agricoltori presenti di fronte al casello autostradale di Orte.
“Il problema principale dell’agricoltura europea – aggiunge – è che produciamo senza riuscire a coprire i costi. È una situazione che va avanti da vent’anni. Da allora, sempre meno. Non ci stiamo più, è impossibile andare avanti. Se non ci ascoltano l’agricoltura italiana chiude”.
Il dissenso del settore agroalimentare è partito da alcune misure Ue pensate per rendere maggiormente green e sostenibile la produzione di cibo. Ma tra i motivi ci sono anche le regole che disciplinano la messa a riposo dei terreni per garantire la biodiversità o quelle che impongono il ripristino di una porzione dell’habitat.
“Rispetto ogni manifestazione democratica, in particolare quella di lavoratori che hanno visto calare il proprio reddito per scelte che certamente non hanno nè tutelato l’ambiente nè valorizzato la sovranità alimentare del nostro continente. C’è bisogno di un fronte comune tra istituzioni e sistema produttivo italiano per valorizzare le nostre potenzialità e rafforzare l’Unione Europea, diversa da quella attuale”, commenta il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.
Il titolare del Masaf però puntualizza: “Considero sbagliato e ingiustificato ogni atto di violenza, compreso bruciare le bandiere delle associazioni agricole come accaduto oggi a Viterbo“.
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