L’immagine sarebbe stata scattata a quasi 5000 metri di profondità, 160 chilometri da Howland Island, a metà strada tra l’Australia e le Hawaii, dove, nel luglio 1937, Amalia e il suo navigatore Fred Noonan avrebbero dovuto atterrare in una delle ultime tappe dello sfortunato tentativo di diventare la prima donna a circumnavigare il globo. Le operazioni di ricerca degli aviatori e del relitto furono all’epoca le più costose organizzate dalla Marina Usa e dalla Guardia Costiera, ma non portarono a nulla. La Earhart e Noonan, svaniti senza lasciare traccia, furono dichiarati morti due anni dopo ma i loro resti e quelli dell’aereo non furono mai trovati. Romeo è ora convinto che l’aereo della foto sia quello giusto a causa della forma particolare della coda: “Dovete convincermi che non è un aereo e che non è quello di Amelia”, ha detto alla Nbc.
“Non ci sono stati altri incidenti in quella zona e certo non di un aereo di quell’epoca con quel particolare design della coda che si vede chiaramente nella foto”. La caccia ad Amelia ècostata finora a Romeo undici milioni di dollari finanziati vendendo proprietà immobiliari. “E’ forse la cosa più eccitante che farò mai in vita mia”, ha detto l’ex ufficiale dell’intelligence al Wall Street Journal. “Mi sento come un bambino di dieci anni che gioca alla caccia al tesoro”. Ci sono altre teorie sulla scomparsa della Earhart: secondo Ric Gillespie, un esploratore che per decenni ha fatto ricerche su quel volo, il bimotore di Amelia avrebbe fatto un atterraggio di emergenza a Gardner Island — circa 350 miglia nautiche da Howland Island — e la pilota avrebbe tentato di mandare un Sos per una settimana prima che l’aereo fosse risucchiato dalle acque.
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