“Dodici telecamere come altrettanti
tasti di uno strumento, per far risuonare la musica nelle
immagini, cogliendo la temperatura emotiva delle
interpretazioni. Anche con un formidabile aiuto che arriva dalla
tecnologia, messa a punto dalla Rai. Per questo, dico che mi
sento un po’ come un orchestrale aggiunto”. Così Stefanio
Vicario, che firma per la nona volta la regia del Festival di
Sanremo, sintetizza il suo lavoro che porterà i telespettatori
dentro il Teatro Ariston e “vicino” ai cantanti, per apprezzarne
al meglio l’interpretazione delle canzoni.
“Una nuova prospettiva – aggiunge Vicario – capace di offrire
suggestioni ed emozioni grazie a due telecamere stabilizzate con
tecnologia 4K sviluppate dalla Rai, estremamente versatili. Di
solito vengono utilizzate per le clip musicali, mentre noi le
utilizzeremo in diretta, con un effetto davvero unico rispetto
alla ‘vicinanza’ con gli artisti, mai così forte. Un linguaggio
nuovo al quale gli stessi operatori Rai hanno collaborato con
entusiasmo”.
Altra novità, una telecamera montata su un palo telescopico
che “interagirà” con gli elementi scenografici posteriori,
offrendo una visione inedita: “Per me – conclude Vicario, che
alla regia unisce la passione per la scrittura, tradotta nel suo
secondo libro con la storia di un ‘barbone’ investigatore, in
uscita proprio durante il Festival (Acqua di fiume. La nuova
indagine del re degli stracci’, La Nave di Teseo, ndr) – è stato
fondamentale lavorare a stretto con contatto con gli scenografi
Gaetano e Maria Chiara Castelli per progettare i punti di vista,
che devono essere in grado di cambiare sera dopo sera, senza
ripetersi ma aderendo come un abito tagliato su misura per chi
sarà su quel palco. Per me e per tutta la mia squadra, sarà una
sfida appassionante”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA