È continuato nella
notte e ancora prosegue a Melegnano, nel Milanese, vicino
all’ingresso dell’A1, come presidi sono proseguiti in diverse
parti della Lombardia come a Brescia dove, dopo aver sfilato
ieri in città, i trattori si sono fermati nel parcheggio del
campo da rugby annunciando che resteranno almeno due giorni.
Gli agricoltori che aderiscono al coordinamento “Riscatto
Agricolo” chiedono che si arrivi a “un nuovo piano agricolo” ha
ribadito Filippo Goglio, fra gli organizzatori del presidio di
Melegnano, e a livello europeo
“Non servono più deroghe o proroghe di leggi sbagliate – ha
osservato – ma serve un nuovo piano agricolo. Solamente
l’unione delle differenze nelle differenze potrà ricostruire la
dignità agricola europea”.
“Comprendiamo la scelta di chi manifesta” ha commentato il
presidente di Confagricoltura Milano, Lodi, Monza e Brianza
Francesco Pacchiarini ma “i problemi si risolvono ai tavoli
istituzionali”.
“L’esasperazione degli agricoltori, trasformata in protesta
in molte zone del Paese, e ora anche del nostro territorio,
affonda le radici negli obiettivi del Green Deal europeo,
condivisibili in linea teorica, ma da riformulare completamente
all’atto pratico, per trovare un punto di equilibrio tra
sostenibilità ambientale ed economica. Comprendiamo le ragioni
della protesta e la decisione di chi ha aderito – ha aggiunto -.
Il comparto è unito dall’urgenza di direzionare la sensibilità
della politica e della società sulle condizioni di precarietà
economica in cui versa, tuttavia, la scelta della nostra
organizzazione è stata, come sempre, quella del confronto
istituzionale, anche duro e serrato, con il Governo e l’Europa.
Siamo convinti, infatti, che i problemi si risolvano
innanzitutto partecipando e portando istanze ai tavoli di
trattativa”.
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