I ricercatori hanno stimato la prevalenza (ovvero il numero totale dei casi di tumore, comprendente quelli di nuova diagnosi, quelli in cura, quelli già trattati) nel 2020 analizzando i dati dei 61 registri tumori di 29 Paesi aderenti al programma di ricerca EUROCARE-6. L’analisi riguarda pazienti diagnosticati a partire dal 1978 e seguiti fino al 2013, coprendo più di 19 milioni di casi di cancro e 32 tipi di tumore. Tra le donne con esperienza diretta di un tumore, al 43% era stato diagnosticato un tumore al seno (5,5 milioni); tra gli uomini il 37% un tumore alla prostata (4 milioni). Il cancro del colon-retto è risultato la seconda diagnosi più comune in entrambi i sessi (3 milioni), con percentuali più elevate negli uomini rispetto alle donne (691 contro 564 casi per 100.000 abitanti, rispettivamente).
È emersa variabilità nella proporzione dei casi tra i 29 Paesi esaminati. Per tutti i tumori maligni, i valori più alti sono stati riscontrati in Germania, Italia, Belgio e Francia (tra 5,861 e 5,603 persone ogni 100.000 abitanti), e i più bassi in Bulgaria, Polonia e Slovacchia (3,026-3,775 per 100.000). Le differenze maggiori riguardano i tumori la cui incidenza è di per sé associata a un’elevata variabilità geografica, come il melanoma cutaneo, per il quale la prevalenza era otto volte superiore in Danimarca rispetto alla Bulgaria, per entrambi i sessi.
Complessivamente, il 38% di tutti i casi in Europa nel 2020 è sopravvissuto più di 10 anni dopo la diagnosi (44% per le donne e 32% per gli uomini).
Secondo gli autori “i risultati indicano che una quota molto significativa della popolazione è o è stata colpita dall’esperienza del cancro”. Questa percentuale è destinata ad aumentare ed è ancora più grande se si considerano le esperienze indirette delle famiglie e dei caregiver. “L’aumento del carico oncologico, insieme con l’elevato costo delle terapie innovative – avvertono gli esperti – ha serie implicazioni per la sostenibilità dei sistemi sanitari e di assistenza sociale.
Questi dati confermano l’urgente necessità di rafforzare la prevenzione primaria e la diagnosi precoce. La prevenzione rimane la strada da seguire, non solo per ridurre il numero di casi, ma anche per migliorare le possibilità di guarigione e garantire una buona qualità di vita dopo il cancro, come chiaramente indicato negli obiettivi dell’Europe’s Beating Cancer Plan 2021-2027 (EBCP)”.
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