“Al vertice Ue parleremo anche della tremenda situazione umanitaria a Gaza: non possiamo punire collettivamente i palestinesi, il lavoro dell’Unrwa non può interrompersi, non c’è altra alternativa se vogliamo mantenere vivi gli abitanti di Gaza”., ha detto l’alto rappresentante Josep Borrell. “Le indagini naturalmente devono proseguire ma non devono essere interrotti i finanziamenti all’Unrwa, l’Ue e la Commissione hanno deciso di non interromperli”, ha precisato.
Marta Lorenzo, direttrice dell’Ufficio di Rappresentanza per l’Europa dell’agenzia Onu per il rifugiati palestinesi afferma però all’ANSA: “Se la situazione attuale di sospensione dei fondi dovesse rimanere tale, Unrwa ha fondi per continuare a lavorare fino a fine febbraio e poi dovrà cessare le attività. Questo metterebbe a serio rischio la vita di 2,2 milioni di persone a Gaza. Ad oggi 16 dei nostri donatori hanno sospeso i loro fondi inclusi alcuni dei principali, in tutto la cifra congelata ammonta al 70% del nostro budget”.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha dato intanto disposizione all’esercito di studiare un piano per distribuire direttamente gli aiuti umanitari a Gaza al posto dell’Unrwa. Lo fatto sapere il ministro delle finanze Bezalel Smotrich secondo cui l’Idf provvederebbe alla distribuzione degli aiuti e del cibo ai residenti a Gaza senza passare dall’Unrwa. Secondo i media, si eviterebbe anche che Hamas possa impossessarsi degli aiuti che entrano nella Striscia.
L’Unrwa è “Hamas con un restyling” e ha “perso la sua legittimità di esistere nella sua forma attuale”, ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ad una delegazione di ambasciatori presso l’Onu. “Fondi provenienti da Paesi di tutto il mondo – ha aggiunto – sono stati incanalati attraverso l’Unrwa e utilizzati per rafforzare le infrastrutture del terrorismo e per pagare i terroristi”. Gallant ha poi confermato che l’esercito “continuerà a operare fino a raggiungere gli obiettivi: smantellare le capacità militari e di governo di Hamas e riportare a casa gli ostaggi”.
Un’esplosione è stata segnalata vicino a una nave al largo dello Yemen: lo rende noto l’Agenzia marittima britannica. L’Agenzia britannica per la sicurezza marittima (Ukmto) ha precisato che la nave e il suo equipaggio sono al sicuro. “Il comandante segnala un’esplosione a una certa distanza dal lato di dritta della nave”, a ovest della città portuale di Hodeida, ha riferito l’Ukmto, aggiungendo che “la nave e l’equipaggio sono al sicuro e si stanno dirigendo verso il prossimo porto di scalo”.
Biden impone sanzioni contro quattro coloni in Cisgiordania
Joe Biden ha imposto sanzioni finanziarie e il blocco del visto a quattro coloni israeliani in Cisgiordania che hanno attaccato i palestinesi. Secondo l’ordine esecutivo firmato dal presidente i coloni sono stati coinvolti in atti di violenza, nonché in minacce e tentativi di distruggere o impossessarsi di proprietà palestinesi. La misura pone le basi per azioni contro attacchi e “atti di terrorismo” in Cisgiordania.
La violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania ha raggiunto “livelli intollerabili”, ha spiegato Biden sottolineando che “la situazione in Cisgiordania, con livelli particolarmente elevati di violenza da parte dei coloni estremisti, sfollamenti forzati di persone e distruzione di proprietà, ha raggiunto livelli intollerabili e costituisce una seria minaccia alla pace, alla sicurezza e alla stabilità della Cisgiordania e di Gaza, di Israele e di tutto il Medio Oriente”.
Per il premier israeliano Netanyahu però ”non c’è motivo di adottare misure straordinarie. La maggioranza assoluta dei residenti in Giudea-Samaria (Cisgiordania) sono cittadini rispettosi della legge”. ”In questi giorni – ha aggiunto – i residenti della Giudea-Samaria sono impegnati nella difesa di Israele sia nelle unità di leva sia fra i riservisti. Israele – ha concluso – opera contro chi infrange la legge, in ogni posto”.
Proteste contro aiuti a Gaza, picchetti al porto di Ashdod
Ancora manifestazioni in Israele contro la consegna di aiuti umanitari a Gaza. Decine di dimostranti – secondo cui quegli aiuti devono essere condizionati alla liberazione immediata di oltre 130 ostaggi prigionieri da ottobre a Gaza – si sono radunati oggi ad una delle uscite del porto di Ashdod, a sud di Tel Aviv. Secondo la radio pubblica Kan essi verificano ogni camion ed impediscono il transito a quelli diretti al valico di Kerem Shalom, da dove si accede a Gaza. Nei giorni scorsi manifestazioni analoghe si sono verificate ai valichi di Kerem Shalom e di Nitzana, che nel frattempo sono stati proclamati dall’esercito ‘zona militare chiusa’ per tenere lontani i dimostranti e consentire il regolare transito degli aiuti destinati a Gaza. Secondo una portavoce dei dimostranti di Ashdod, ”nessun altro popolo al mondo sfama i propri nemici”. Quegli aiuti, ha aggiunto, servono a Hamas per continuare a combattere ”e’ dunque prolungano la guerra”. Le attivita’ normali del porto di Ashdod non sono state comunque disturbate da questa protesta.
Ministero Sanità Gaza, oltre 27 mila palestinesi uccisi
Sono almeno 27.019 i palestinesi morti nella Striscia di Gaza a causa degli attacchi israeliani dal 7 ottobre, mentre altri 66.139 sono rimasti feriti. Lo riferisce Al Jazeera online, citando il Ministero della Sanità dell’enclave assediata, controllato da Hamas.
Israele, Idf continua operazioni a Gaza, specie Khan Yunis
L’esercito israeliano sta proseguendo le operazioni a Gaza, soprattutto a Khan Yunis nel sud dell’enclave palestinese. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui nel luogo è stata distrutta “una postazione di lancio di razzi a lunga gittata”. “La Brigata paracadutisti – ha aggiunto la fonte – ha ucciso numerosi uomini armati nel corso di combattimenti ravvicinati e sono stati compiuti raid mirati su altri operativi di Hamas” nella zona. L’Idf ha operato anche nel nord e nel centro della Striscia contro miliziani della fazione islamica, facendo irruzione “in siti del gruppo terroristico”.
Media, Hamas ancora al Cairo, valuta bozza su accordo
Una delegazione di Hamas è da ieri al Cairo per discutere un possibile accordo sul rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco a Gaza. Lo ha riferito la tv israeliana Canale 12 secondo cui la risposta della fazione islamica alla bozza di intesa di potrebbe essere data nel fine settimana dopo che il leader di Hamas Yahya Sinwar ha dato la sua approvazione. Non è chiaro se al Cairo nella delegazione ci sia il capo di Hamas Ismail Haniyeh che pure avveva annunciato la sua presenza.
Houthi rivendicano attacco a nave cargo, ‘è americana’
ll portavoce dell’esercito Houthi, Yahya Sarie, ha rivendicato ieri sera l’attacco contro una nave mercantile al largo delle coste dello Yemen sostenendo che si tratta di un cargo statunitense. Lo riportano i media internazionali. “Abbiamo effettuato un’operazione militare utilizzando diversi missili navali contro la nave mercantile americana ‘KOI’ che era in viaggio verso Israele. La nave è stata colpita”, ha affermato Sarie. “Continuiamo ad aiutare il popolo palestinese impedendo alle navi di raggiungere Israele, finché gli aiuti umanitari non entreranno nella Striscia di Gaza”, ha aggiunto.
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