Un sardo su 4 ha “preferito
lasciare il proprio comune per l’assenza di filiali bancarie o
altri servizi essenziali”, dato significativo che supera di
quasi il doppio la media nazionale. In generale, per il 71,2%
“la mancanza di una banca (o di un servizio essenziale analogo)
per la scelta di vivere o abbandonare il comune di residenza”
influisce “molto” (28,8%) e “abbastanza” (42,4%). E’ quanto
emerge dai dati elaborati dall’istituto di ricerca Lab 21.01 su
596 interviste in Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Sardegna, che
costituiscono l’area Nielsen 3.
Dalla ricerca emerge che dal 2018 al 2022 si è registrato
nell’Isola un calo del 12,4% degli sportelli bancari, passando
da 556 a 487. I comuni che offrono l’accesso al servizio
bancario sono diminuiti dell’8,1% (passando da 284 a 261), così
come i dipendenti che nel 2022 scendono a 3.842 da 4.226 nel
2018 (-9,1%). Al 2022 sono 76.028 le persone che non hanno
accesso allo sportello bancario, pari al 4,8% della popolazione.
Complessivamente, infatti, la riduzione o chiusura delle filiali
bancarie nel luogo in cui si vive rende insoddisfatte 9 persone
su 10.
In caso di tagli agli sportelli il 54,8% degli intervistati ha
suggerito uno spazio dedicato all’interno del comune dove a
turno si possano fissare appuntamenti settimanali con un
bancario del proprio istituto di credito come una delle forme di
contatto prediletta. Il 28,6% ha suggerito la presenza di un
corner informativo con la presenza fisica di un bancario
all’interno di un tabaccaio/centro commerciale/altro punto
vendita. Per il 23,8% nessuna delle forme di contatto
alternative può sostituire la propria filiale bancaria.
La metà degli intervistati, infatti, si reca generalmente
nella propria filiale bancaria almeno una volta al mese e per
10 su 10, i servizi bancari in un comune sono “molto” o
“abbastanza” utili. Determinante il rapporto umano: parlare con
un operatore bancario per avere informazioni sui servizi
necessari è utile per il 97,6%.
Il 52,8% utilizza “servizi on line sostitutivi” allo
sportello e il 42,1% degli intervistati da quando non ha più lo
sportello bancario vicino deve “impiegare più tempo per
raggiungere la banca”,
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