È il presupposto basilare di una relazione sentimentale, ma anche della maggior parte delle relazioni sociali. La capacità di fidarci o meno di chi ci circonda è qualcosa che impariamo nella prima infanzia: un bambino che cresce in un ambiente sereno e amorevole avrà più probabilità da adulto di nutrire fiducia nei confronti degli altri rispetto a un coetaneo che ha vissuto esperienze di abbandono fisico o psicologico, o altri traumi. Per fortuna, la fiducia è un sentimento che può essere “allenato”: per imparare a fidarsi ci si può impegnare per lasciar andare il proprio passato e lavorare su se stessi per ridefinire la propria identità. Imparare a fidarsi del proprio partner è cruciale: vuol dire costruire giorno dopo giorno un sentimento di sicurezza e serenità che viene dal non avere dubbi o incertezze. Da questa attitudine deriva il collante che unisce i due partner e stabilisce l’impegno e l’investimento emotivo nella relazione.
Rispettare il proprio compagno significa amarlo e accettarlo così com’è, senza cercare di cambiarlo. Senza rispetto non può esserci amore, o per lo meno non può esserci un amore sano: l’amore è affermazione dell’altro così come lui (o lei) è, nella sua unicità e differenza da me. L’obiettivo della coppia, infatti, non è la simbiosi totale e la fusione in una sola realtà, ma la comprensione e l’apprezzamento nelle reciproche differenze. Da qui nascono gli atteggiamenti rispettosi da mettere in atto nella vita quotidiana: dal dialogare e persino litigare senza valicare i limiti della buona educazione, ad accettare anche le scelte del compagno che non ci trovano totalmente d’accordo, a non invadere la sua privacy (ad esempio spiando i contenuti del suo cellulare e delle sue e-mail). Fa parte delle norme del rispetto anche la capacità di accettare le persone che sono care al partner, come amici e parenti, senza cercare di isolarlo da loro: nessuno di noi può trasformarsi nell’intero orizzonte di una persona, ma deve comportarsi piuttosto come un compagno di strada. Fiducia e rispetto sono i principali antidoti alle crisi di gelosia che possono verificarsi di quando in quando nella vita di una coppia, o per lo meno devono aiutare a gestire la situazione in modo rispettoso e civile.
La capacità di dialogare è indispensabile alla buona salute di una relazione di coppia. Non si tratta solo di parlare, ma di comunicare attraverso tutti i linguaggi che l’essere umano ha a disposizione. A una coppia davvero affiatata spesso non serve neppure ricorrere alle parole: basta uno sguardo, un gesto, una carezza per trasmettere stati d’animo, sensazioni, desideri. In ogni caso, il dialogo è sempre un elemento fondamentale: ciascuno dei due partner deve sentirsi libero di esprimere i propri desideri, emozioni, pensieri e aspettative, sapendo di trovare ascolto e comprensione nell’altro. Quando questo flusso di comunicazione rallenta o si ferma, la relazione soffre in modo anche irreparabile. Per migliorare la comunicazione con il partner occorre essere trasparenti ed esprimere con sincerità il proprio pensiero, ascoltare con attenzione e immedesimazione, evitare il sarcasmo. Un po’ di umorismo può aiutare, per sdrammatizzare una situazione, ma sempre con cautela, nei momenti in cui l’altro è disposto a condividere lo scherzo: in caso contrario si sentirà deriso e ferito nei suoi sentimenti.
L’empatia è la vicinanza affettiva e il processo di immedesimazione da cui deriva la capacità di comprendere i sentimenti e i pensieri altrui. Nei confronti del proprio partner significa avere la capacità di amarlo e di immedesimarsi nel suo mondo interiore senza secondi fini, senza esprimere alcun giudizio e con gentilezza: da questa compartecipazione nascono un’intesa e una comprensione profonda dei bisogni dell’altro. Per migliorare la nostra capacità di empatia dobbiamo innanzi tutto esplorare a fondo i propri stati e bisogni emotivi: solo a questo punto saremo capaci di riconoscerli negli altri e di valutare le conseguenze che le nostre azioni possono avere su chi ci sta vicino. L’empatia è anche un modo di comunicare nel quale mettiamo in secondo piano il nostro modo di percepire la realtà per cercare di far vivere in noi stessi le esperienze e le percezioni dell’altro. È una forma molto profonda di comprensione attiva nella quale ci liberiamo dai nostri filtri di interpretazione per entrare nell’intimo di ciò che lui sta cercando di trasmetterci. Attenzione: non si tratta però di una simbiosi in cui una delle due parti si annulla nell’altra o, al contrario, ne viene risucchiata: il rispetto dell’individualità nostra e del partner è sempre al primo posto.
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