AGI – Osama Hamdan, un alto funzionario di Hamas a Beirut, ha affermato che un eventuale accordo dovrà includere un cessate il fuoco permanente. Senza un cessate il fuoco permanente “non è possibile che ciò sia accettabile per la resistenza”, ha detto Hamdan alla televisione libanese LBC, riferendosi alla proposta di successive pause nei combattimenti. Hamdan ha anche affermato che il gruppo chiede il rilascio di migliaia di prigionieri palestinesi detenuti per atti legati al conflitto con Israele, compresi quelli che scontano l’ergastolo.
Ne ha menzionati due per nome, tra cui Marwan Barghouti, un popolare leader della rivolta palestinese. “I movimenti di resistenza palestinese prenderanno in considerazione iniziative per un cessate il fuoco a Gaza solo se tali iniziative rispetteranno gli interessi della nazione palestinese”, ha inoltre affermato il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, in un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian. Lo rende noto l’agenzia di stampa iraniana Irna.
Amirabdollahian afferma che il popolo palestinese ha il diritto di decidere del proprio futuro e insiste sul fatto che nessun partito o Paese può imporre la propria volontà o progetti politici alla nazione palestinese. Il ministro degli Esteri di Teheran ha anche affermato che la fine immediata dei crimini israeliani a Gaza è la chiave per stabilire la pace e la stabilità nella regione dell’Asia occidentale.
Nella telefonata, Haniyeh ha informato “della situazione a Gaza e nella Cisgiordania occupata, dove le persone hanno resistito per quasi quattro mesi all’aggressione israeliana”. Amirabdollahian e il leader del movimento palestinese della Jihad islamica, Ziyad al-Nakhalah, hanno discusso delle iniziative per un cessate il fuoco a Gaza, secondo quanto riferito sall’agenzia iraniana Irna. Amirabdollahian e Nakhalah hanno parlato al telefono nel contesto degli sforzi regionali e internazionali per garantire la fine della guerra israeliana a Gaza.
Nella telefonata, Amirabdollahian ha sottolineato la necessità di sforzi regionali e internazionali per continuare a porre fine immediatamente ai crimini israeliani contro la popolazione indifesa di Gaza e che gli aiuti umanitari raggiungano l’enclave. Ha ribadito, tuttavia, che a nessun partito o Paese dovrebbe essere consentito di imporre la propria volontà o i propri progetti politici alla nazione palestinese.
Nakhalah, da parte sua, ha apprezzato la leadership e il popolo iraniani per il loro sostegno alla causa della liberta’ della Palestina e ha affermato che la nazione palestinese uscira’ sicuramente vittoriosa dall’attuale guerra a Gaza.
Ha detto che “gli occupanti sionisti non avranno altra scelta che arrendersi alla forte determinazione della nazione palestinese”.
I ribelli Houthi dello Yemen hanno reso noto che gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno lanciato almeno sette attacchi aerei contro la provincia di Hajjah, nel nord-ovest dello Yemen, in un nuovo bombardamento contro le posizioni dei ribelli. La televisione Al Masira, portavoce degli Houthi, ha detto che “l’aggressione americana e britannica” ha effettuato sette bombardamenti contro varie posizioni in Al Jarr, una zona di terreni agricoli da cui i ribelli lanciano spesso missili e droni contro le navi commerciali che transitano per il mar Rosso.
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