L’incontro, una sorta di passaggio di consegne, punta a rafforzare le relazioni diplomatiche, elevate al rango di partenariato strategico poco più di un anno fa, con un Paese sempre più fondamentale per Roma, che ha accantonato la Via della Seta e punta su quella che va dall’Indo-Pacifico al Mediterraneo. Il G7 a guida giapponese ha “contribuito a spostare il baricentro dell’attenzione” verso questa regione, notano fonti italiane, “anche in chiave di sicurezza economica e contrasto al fenomeno della coercizione economica”.
La stabilità dell’Indo-Pacifico è una “priorità condivisa”, e Meloni rimarcherà il “ruolo cruciale” del Giappone, nel cuore di una regione dove sono sempre più forti le preoccupazioni per l’aggravarsi delle tensioni intorno a Taiwan. Difesa e sicurezza sono due temi su cui si lavora in sintonia. Non a caso da Roma sottolineano i “progressi” nell’ambito del Gcap, il Global Combat Air Programme per lo sviluppo di caccia di sesta generazione in cui sono partner Italia, Giappone e Regno Unito.
Nelle acque giapponesi, poi, potrebbe arrivare nei prossimi mesi la portaerei Cavour, nell’ambito della Rim of the Pacific, la più grande esercitazione navale al mondo, prevista in estate intorno alle isole Hawaii.
I temi di politica estera saranno al centro della cena di lavoro, che si svolgerà dopo il colloquio iniziale e le dichiarazioni congiunte alla stampa. La crisi a Gaza, la situazione nel Mar Rosso, l’Afghanistan e la situazione in Ucraina sono le crisi geopolitiche su cui si confronteranno Meloni e Kishida, dopo aver approfondito i temi che saranno portati avanti in continuità nella presidenza del G7. In particolare l’Intelligenza artificiale: Roma vuole dare seguito al processo di Hiroshima, lanciato per promuovere delle barriere etiche per i sistemi avanzati di IA a livello globale, approfondendo la questione dei principi guida e del codice di condotta per le imprese che sviluppano questa tecnologia.
La missione a Tokyo punta anche a rafforzare la cooperazione economica e industriale. Anche per questo, prima del bilaterale, la premier incontrerà i vertici di alcune fra le principali aziende giapponesi, per promuovere collaborazioni e attrarre investimenti in Italia, in particolare nei settori della microelettronica (leggasi semiconduttori), dell’IA, della transizione energetica, dell’aerospazio, della biomedicina e della robotica. Se in Italia operano oltre 400 imprese giapponesi con circa 50mila dipendenti, nel Paese del Sol Levante se ne contano più di 160 italiane, in settori ad alto contenuto tecnologico come chimica, farmaceutica, automotive, impianti per energia verde e acciaio, e altri più tradizionali, come moda, gioielleria e agro-industria. Fra l’altro, i produttori italiani di kiwi puntano a sbarcare sul mercato giapponese.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA