Secondo il presidente
del Cai Umbria Gianluca Angeli “la Regione Umbria prima modifica
la legge regionale e consente di fatto ai veicoli a motore di
percorrere sentieri e strade di servizio montane, poi afferma ai
massimi livelli la volontà di sviluppare e valorizzare tutta la
rete dei cammini religiosi e dei sentieri naturalistici. Ci
sembrano due iniziative del tutto inconciliabili, anzi la prima
iniziativa è una vera e propria azione di demarketing della
seconda”. In una nota ricorda quindi che il Cai-Umbria e le 23
associazioni ambientalistiche e culturali, che hanno espresso la
loro contrarietà all’emendamento che autorizza di fatto il
libero transito ai veicoli a motore sui sentieri, “attendono
ancora una risposta alle richieste avanzate ai massimi vertici
regionali nell’incontro dell’11 gennaio scorso”.
“Il 3 febbraio scorso – afferma Angeli in una nota –
abbiamo manifestato pubblicamente il nostro dissenso davanti
alle sedi della Regione, con una iniziativa civile e pacifica. A
questo proposito voglio comunque esprimere, interpretando il
sentimento di tutti, il rammarico per alcune isolate
intemperanze verbali, da cui ci dissociamo in maniera netta,
rivolte alla consigliera regionale regionale autrice
dell’iniziativa di legge. Il Cai-Umbria e le altre associazioni
si sono sempre poste in maniera responsabile e costruttiva
rispetto alla questione, pur esprimendo un netto no ai veicoli
sui sentieri. A questo proposito voglio chiarire due questioni
che qualcuno ha voluto diffondere in questi giorni: non abbiamo
mai considerato ‘delinquenti’ i cacciatori, gli enduristi e
chiunque altro sostenga posizioni contrarie alle nostre; come
pure non abbiamo mai rifiutato, un confronto con questi
soggetti, peraltro mai promosso da alcuno. E comunque riteniamo
a questo proposito che un eventuale ‘confronto’ si sarebbe
dovuto svolgere prima e non dopo l’approvazione dell’emendamento
che ha modificato la legge. Rimaniamo in attesa”.
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