Tutti smentiscono ma l’ipotesi di un
consolidamento, o meglio di un accordo, tra Stellantis e Gruppo
Renault avrebbe una sua logica e permetterebbe di affrontare il
complesso futuro dell’automotive con più tranquillità,
soprattutto nei confronti dell’aggressiva concorrenza cinese.
Ciò che alcuni analisti immaginano non è tanto un’acquisizione
pura – come quella che portò nel 2014 all’ingresso dei marchi di
Chrysler (Jeep, Chrysler, Dodge, Ram Trucks, Mopar, SRT) in
Fca, quanto piuttosto un allargamento dell’Alleanza che già oggi
esiste tra il Gruppo Renault, il Gruppo Nissan, la Mitsubishi e
altri marchi, con programmi comuni sullo sviluppo, sugli
acquisti, sulla utilizzazione delle piattaforme e dei motori ed
anche sulla condivisione degli impianti.
La società di diritto olandese Renault-Nissan BV – creata nel
marzo 1999 per sviluppare queste sinergie – è detenuta
pariteticamente da Renault e Nissan Motor, ma ci sono stati
scambi azionari che dopo una serie di variazioni vedono in
questo momento la Casa della Losanga e quella Giapponese
presenti nell’altra in egual misura al 15%.
Da notare che dal 2022 Renault ha a sua volta creato una
joint venture paritetica con il grande gruppo cinese Geely (a
cui fanno capo anche Volvo, Polestar, Lotus, Proton, Lynk&Co e
Zeekr) che per il momento è concentrata sullo sviluppo e sulla
produzone in sinergia motori termici.
Come venne dichiarato al momento della sua nascita questa jv
dovrebbe rifornire numerosi clienti industriali, tra cui Gruppo
Renault, Geely Auto, Volvo Cars, Proton, Nissan, Mitsubishi
Motors Company e Punch Torino fornendo soluzioni complete a
livello di gruppi motopropulsori a costruttori automobilistici
terzi.
Nel comporre questo enorme mosaico che potrebbe essere formato
dai tasselli di Stellantis, da quelli di Renault e dei loro
soci, non va dimenticato che Geely è proprietaria al 50% di
Smart ed è (con il 9,686%) il secondo maggiore azionista di
Mercedes Benz Group, alle spalle della partecipazione cinese con
il 9,980%.
Qualcuno ha già immaginato per questo possibile ‘conglomerato’
di Case automobilistiche la denominazione di Tga cioè Très
grande alliance, mutuando schema e finalità di quella già in
atto tra Renault, Nissan e Mitsubishi. Ed è evidente che il
volume complessivo di questo team allargato di costruttori –
circa 16 milioni di veicoli all’anno – muterebbe gli equilibri
nei costi generali, nelle forniture e nella produzione.
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